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Tribunale - La vittima del sinistro avrebbe dato un manrovescio al padre del ragazzo che era alla guida di una delle due vetture

Carambola tra uno scooter e due auto al Pilastro, centauro alla sbarra per lesioni

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Viterbo - Viale Bruno Buozzi - Incidente, coinvolti uno scooter e due auto

Viale Bruno Buozzi – L’incidente in cui sono rimasti coinvolti uno scooter e due auto

Viterbo – (sil.co.) – Carambola tra uno scooter e due auto al Pilastro, vittima alla sbarra per lesioni. Avrebbe dato un manrovescio al padre del ragazzo che era alla guida di una delle due vetture. 

E’ finita a carte bollate la carambola tra uno scooter e due auto avvenuta in viale Bruno Buozzi poco dopo le quattro e mezza del pomeriggio del 27 ottobre 2017. 

Il padre del giovane che era alla guida della prima vettura su cui è impattato il motorino ha infatti denunciato il centauro, che gli avrebbe sferrato un violento manrovescio in piena faccia, costringendolo a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle. 

E così la vittima dell’incidente, cui l’assicurazione ha dato ragione, perché sarebbe stato il giovane a non dargli la precedenza, si è ritrovato sotto processo per lesioni. Ieri la prima udienza davanti al giudice Giacomo Autizi. 

Tra i testimoni un agente del nucleo infortunistica della polizia municipale intervenuto sul posto per i rilievi del caso e per controllare il traffico. Ha spiegato come il centauro sia stato colpito dall’auto condotta dal ragazzo e poi, una volta perso il controllo dello scooter, si sia scontrato frontalmente con una vettura che veniva dal senso opposto.

“E’ stato spinzato e carambolato, ha fatto 60-70 metri di scarroccio e poi il frontale”, ha spiegato. “L’uomo aveva abrasioni su tutto il corpo. Davanti al bar c’era una folla di persone, tanto che abbiamo dovuto allontanare la gente. A un certo punto il padre del giovane alla guida del primo mezzo si è avvicinato dicendo di avere preso uno schiaffo e che sarebbe andato al pronto soccorso. Ma non so altro, quando siamo arrivati noi non abbiamo visto niente”, ha proseguito l’agente.

“E’ successo prima dell’arrivo della municipale – aveva adetto poco prima la presunta parte offesa – siccome avevo detto che secondo me, da quello che si vedeva, il centauro ‘camminava’, lui ha attraversato la strada e mi ha dato un manrovescio. Ha iniziato a girarmi la testa e mi sono fatto accompagnare in ospedale. Poi per una decina di giorni ho avuto problemi alla cervicale e ho dovuto tenere anche chiusa la mia attività”. Alla domanda della difesa, avvocato Claudia Polacchi, se si fosse messo “ufficialmente” in malattia e fosse in grado di produrre documenti, ha però risposto di no.

Sia l’uomo che il figlio, anche lui sentito come teste, hanno inoltre riferito di non sapere come si fosse conclusa la vicenda con l’assicurazione. 

“E’ emerso che a causare l’incidente era stato il ragazzo, non avendo dato la precedenza”, ha rivelato il poliziotto.

– Carambola tra uno scooter e due auto, un ferito


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25 settembre, 2020

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