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Vignanello - La replica del sindaco Federico Grattarola al gruppo di minoranza "Le cose in comune"

“Il rimborso è previsto dalla legge e viene corrisposto al datore di lavoro”

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Federico Grattarola

Federico Grattarola

Vignanello – Riceviamo e pubblichiamo – Caro Enrico,

mi dispiace, te lo dico con affetto e con il cuore, ma sarà l’ultima volta per quanto mi riguarda. In genere risponde l’amministrazione ai tuoi post, ma questa volta ho sentito la necessità di farlo personalmente.

Mi rivolgo a te perché anche se ti celi dietro le pagine delle “Cose in comune” è evidente che si tratta di tue argomentazioni già in parte espresse in consiglio ma, in quella sede, te ne sei guardato bene dall’entrare nei dettagli. Sicuramente viene meglio dietro una tastiera.

Durante la campagna elettorale e non solo, mi avete accusato falsamente di tutto il possibile. Ricordi? Ma questa è la peggiore delle congetture. Davvero avevi bisogno di questa argomentazione? Nella tua personale guerra contro Grattarola fino a che punto vuoi ancora spingerti? Spiega un po’: secondo te il sindaco dovrebbe farlo solo chi ha un impiego statale? Presumo di no, però pur di far credere alla gente che tu saresti stato la scelta migliore ti attacchi anche a ciò che prevede la legge; quella legge che tu stai cercando di far passare per una cosa “sporca”. Quale sarebbe il teorema? Che l’elezione tua, caro Enrico, sarebbe stata più economica? È questo che vuoi sostenere? Vero?

Spiega piuttosto ai cittadini come mai a Vignanello risultava impossibile anche l’ordinaria amministrazione. Ricordo bene le tue lamentele: che non avevate fondi, troppo poche le persone che si davano da fare. Era questa la tua scusa per spiegare il degrado e l’abbandono totale del paese. Non c’era un soldo, è vero, avevi ragione tu allora e avevamo ragione noi quando lo dicevamo.

Oggi sicuramente la situazione è molto migliorata.

Appena eletti ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo avviato una serie di iniziative che ci hanno consentito e ci stanno consentendo di intervenire su diversi fronti. Tanta austerità prima di giungere a questo risultato.

Non siamo stati con le mani in mano a piangerci addosso, avremmo potuto farlo, ma abbiamo preferito responsabilmente prenderci carico della situazione ereditata e con il tempo migliorarla. Oggi possiamo dire che ci siamo riusciti senza l’utilizzo di chissà quali fantomatici magheggi ma semplicemente cercando le risorse dove c’erano, dove ci sono sempre state e dove, il sottoscritto ripetutamente consigliava di cercarle ai tempi della passata amministrazione.

Vedi, caro Enrico, quando la legittima azione politica si camuffa con altro, utilizzando espedienti di bassa lega, penso proprio che si sia toccato il fondo.

Il rimborso al datore di lavoro è previsto per legge ed è legato alle ore di lavoro saltate perché dedicate all’attività comunale e non lo prende il sindaco a cui è corrisposta un’indennità di 550 euro, ma l’azienda per cui lavora.

L’ipocrisia è una brutta bestia, è indice di falso perbenismo e falsità e quando si avvale della mistificazione della realtà non è più un atto politico è qualcosa che va oltre; si tratta di voler “annichilire” e svilire moralmente l’avversario politico. La politica è tutt’altro o almeno dovrebbe esserlo. Abbiamo assistito, in tempi passati e in tempi più recenti, a contumelie elettorali, anche feroci. Però, una volta arrivato il responso delle urne, tutto sarebbe dovuto divenire acqua passata.

Invece prevale, dietro un falso buonismo, una irresistibile “cattiveria” politica, un irrefrenabile esibizionismo volto a denigrare l’avversario e, cosa ancora peggiore, giocando in modo subdolo e ambiguo sulla sensibilità delle persone.

Caro Enrico mi sento offeso, qui siamo all’imbarbarimento dei rapporti umani prima ancora di quelli politici. La politica è confronto e scontro, leale e costruttivo. Oltre c’è la giungla con il suo linguaggio incivile, con le sue considerazioni e argomentazioni demagogiche e fuori luogo, con la voglia sfrenata di apparire a tutti i costi. Apparire e non essere.

Ciò che scrivi dà contezza del fatto che pur di elemosinare un po’ di consenso, pur di vedere scritta qualche cattiveria su di me e sulla mia amministrazione, c’è chi è disposto a tutto.

Può darsi, e lo farei decidere alla gente però, che io non sia un buon sindaco, può darsi che io abbia un carattere difficile ma non permetto a nessuno di mettere in discussione l’impegno profuso con forza di volontà e dedizione sempre e soltanto per il bene della collettività!

Mai avuto nulla di personale contro di te ma oggi, di fronte a questa doppia morale, sono con rammarico costretto a ricredermi e mi chiedo seriamente che amministratore è colui che, giocando sugli equivoci, tenta di calpestare la dignità delle persone. Ai posteri l’ardua sentenza.

Federico Grattarola


– “Il sindaco spende 2500 euro al mese in permessi dal suo lavoro”


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23 settembre, 2020

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