Viterbo – (p.p.) – “Le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Adr mi fanno sorridere”. Non può fare altro che ridere Giulio Marini (FI) dopo aver letto le parole di Marco Troncone al Sole 24 ore. L’ad della società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino ha detto che un terzo scalo non è necessario e che l’idea di farlo a Viterbo è stata scartata perché “troppo costosa”. Marini non è d’accordo.
“Quando – dice Marini – in un paese come il nostro, non si fa più politica, la parola è dei professionisti aziendali. Mi spiego, prima di tutto, in piena crisi dovuta al Covid, mi viene da sorridere a pensare alla costruzione di aeroporti, però, dopo quello che ho letto alcune valutazioni vanno fatte.
L’amministratore di Adr dimentica alcuni passaggi che, invece, dovrebbe ricordare. Il 22 dicembre 2012, il governo Monti, a sette giorni dallo scioglimento delle Camere, propina un Dpcm e cancella l’aeroporto di Viterbo. Una decisione abbastanza discutibile. Inoltre, l’effetto di quel Dpcm sposta su Fiumicino i 300 milioni di euro che Adr doveva spendere per la città dei papi.
Quindi, mi fa ridere che l’amministratore delegato di Adr dica che l’aeroporto di Viterbo possa essere antieconomico e mi fa pensare che la politica in Italia non esiste più. E questo perché le scelte che devono essere fatte dalla politica vengono fatte dagli amministratori delegati.
Ciò si riverbera su decisioni come quelle fatte, per esempio, sul crollo del ponte di Genova. Non voglio con questo essere cattivo, ricordando il disastro che è stato fatto dalle società che fanno parte del gruppo… ma che oggi, questa gente ancora debba ancora parlare mi fa sorridere.
Comprendo che sia necessario che le aziende facciano fatturati e la loro attività di business, però, non li possono fare alle spalle dello Stato”.
Marini entra nel merito: “L’aeroporto di Viterbo, oltre che delocalizzare quello di Ciampino su cui tutti manifestano difficoltà di sicurezza, aveva una valenza anche strategica e cioè cercare di preservare Alitalia dai concorrenti a buon mercato.
Quando infatti la compagnia di bandiera va in deficit è lo Stato a pagare. Quindi per fare l’interesse del privato, facciamo danno al pubblico. E che proprio l’ad di una società che è interessata a sviluppare i propri affari debba dire che l’aeroporto di Viterbo è troppo oneroso, ripeto, fa ridere. Oltretutto, senza che si pensi prima di tutto alla sicurezza di Ciampino e poi a quella di Alitalia, ovvero a interessi pubblici”.
Marini sottolinea ancora che “se si tornasse davvero a fare politica avrebbe vita facile per dare modo ad Alitalia di riprendere i suoi mercati, ovviamente con la speranza che il Covid si allontani, e quindi cercando di localizzare compagnie concorrenti in aeroporti di secondo livello, come hanno fatto in altre parti di Europa”.
E non si tratta solo di Viterbo, “in Spagna è così, idem in Germania ed Inghilterra. Non è che le compagnie di bandiera devono essere penalizzate, anzi devono gravare il meno possibile al bilancio dello Stato. e allo stesso modo non è che per fare il bilancio delle società private dobbiamo farci rimettere quelle dello Stato, proprio come è successo col governo Monti”.
– Troncone (Adr): “L’aeroporto a Viterbo non serve, già scartato e troppo costoso”
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