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Il giornale di mezzanotte - Lettere - Viterbo - Scrive Maria Enrichetta Bernini

“Riapertura asili nido, il comune ha raggiunto livelli di nullafacenza incredibili”

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Un asilo nido

Un asilo nido

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il primo settembre riprendono le attività i nidi privati e molti asili comunali “virtuosi” (Vetralla, 15 chilometri da qui, per dirne uno) che hanno fatto in modo di poter rispettare tale data (oltre che offrire il servizio estivo, dato il lockdown subito) per non lasciare ancora le famiglie sprovviste di posto nido.

I servizi sociali del comune di Viterbo, invece, ancora non hanno pubblicato il bando per nuovi iscritti né hanno dato notizia ai già in graduatoria di come, quando e se riprenderanno le attività. Questo vale sia per il nido comunale che per i posti in convenzione offerti presso privati.

Significa che i nostri figli potrebbero accedere come privati, con le tariffe che ne derivano, presso una struttura che in condizioni normali li potrebbe accogliere in convenzione. Un successo per un settore che si occupa di inclusione, tra le altre cose.

Abbiamo raggiunto livelli di inefficienza, o forse sarebbe meglio dire nullafacenza, incredibili. Ci sarebbe molto da dire. Ad esempio che ancora non ci è stata restituita la caparra dello scorso anno che, non essendosi concluso, non abbiamo potuto scalare sull’ultimo mese di frequenza. Ma da utenti ci saremmo accontentati se, almeno in sei mesi, si fosse provveduto alla ripartenza del servizio.

Discorso a parte per il nido comunale, di quello si sa ancora meno. In moltissimi chiediamo notizie, sia telefonicamente che via mail, ma le risposte sono sempre vaghe e spesso discordanti. Mai una certezza, mai una data. Solo molte giustificazioni di inerzia.

Tra famiglie ci confrontiamo, cerchiamo di capire. In alcune circostanze io stessa mi sono offerta in aiuto gratuito, ma nulla si ottiene. Il primo settembre molte famiglie si chiederanno ancora se ci sarà la possibilità di usufruire di un servizio comunale o se bisognerà provvedere diversamente. Chi vivrà vedrà, insomma.

Maria Enrichetta Bernini


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1 settembre, 2020

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