Viterbo – I derivati arrivano in consiglio comunale. Prodotto finanziario sottoscritto nel 2006 dall’allora amministrazione comunale. Costano oltre 700mila euro d’interessi negativi ogni anno, su 26 milioni. Questa la cifra per cui sono stati contratti.
Oggi è arrivato il via libera alla proposta dei consiglieri Ricci (Pd) e Barelli (Forza civica) per conferire un incarico professionale e ottenere un parere legale. Anticamera di un eventuale contenzioso legale. Obiettivo, risparmiare soldi.
Bocciato, invece l’emendamento a firma Ciambella (Pd), per istituire una commissione.
Lo strumento è stato adottato all’epoca da diversi enti locali, con esiti non sempre positivi. C’è chi ha deciso di fare rivalsa e oggi c’è una sentenza che apre qualche spiraglio.
Per questo Alvaro Ricci (Pd) e Giacomo Barelli (Forza civica) in consiglio comunale hanno chiesto alla giunta con l’ordine del giorno votato all’unanimità, di dare incarico professionale sullo strumento finanziario, con annessi e connessi. Capire meglio se esiste una possibile via d’uscita.
“I sei anni che sono rimasti ancora da pagare – spiega Ricci – valgono qualcosa come 4 milioni e 200mila euro. Con 700mila euro annui, il comune poteva pagare mutui per 16 milioni di euro. Quante strade si potevano asfaltare, quante scuole si potevano mettere in sicurezza? Una cifra che fa la differenza”.
La proposta dell’opposizione passa col favore anche della maggioranza, grazie a un emendamento che ha modificato leggermente il testo originale.
Giuseppe Ferlicca
– Banchi della maggioranza deserti, nessun rischio d’assembramenti
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