Viterbo – (sil.co.) – Violenza sessuale a piazzale Gramsci, si terrà oggi alla presenza di un’interprete l’interrogatorio davanti al gip del 34enne pakistano arrestato nella tarda serata del 24 settembre dopo che, completamente ubriaco, si era avventato sulla vittima. Un interrogatorio saltato venerdì quando l’uomo non si è presentato all’udienza di convalida, facendo scattare il mandato di cattura che l’ha condotto in carcere domenica.
E’ il giovane che all’ora di cena di giovedì scorso è stato filmato dalle telecamere di un negozio tra via Garbini e piazzale Gramsci mentre aggrediva una viterbese sdraiandosi sul cofano della sua vettura per non farla partire, facendole il gesto del taglio della gola e poi avventandosi su di lei dallo sportello, toccandole il sedere e il seno, mentre lei era bloccata inerme all’interno dell’abitacolo.
Le molestie sarebbero iniziate poco prima, attorno alle 20, quando la donna sarebbe stata apostrofata con le le frasi “siamo tutti fratelli, sono musulmano” tra il ristorante cinese e il fruttivendolo, all’interno del quale la vittima pensava di aver trovato scampo. All’uscita invece se lo è trovato nuovamente davanti che l’aspettava e inutile è stata la fuga nella macchina che aveva parcheggiato poco lontano.
Per lui, arrestato poco dopo in semi-flagranza dalla polizia, è scattata l’accusa di violenza sessuale, come prevede la legge italiana anche quando il rapporto non è stato consumato. E nel giro di tre giorni è passato dai domiciliari al carcere con l’ulteriore accusa di evasione. Secondo la difesa per colpa della barriera linguistica, che gli avrebbe impedito di capire che non doveva lasciare l’abitazione finché non fossero venuti a prenderlo per andare in tribunale.
La vittima, nel frattempo, è convalescente. Si tratterebbe di una giovane mamma, che si era fermata per comprare una bibita. La donna, trovata sotto shock e in preda a una crisi di panico dagli uomini della volante, è stata condotta al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, dove è stata refertata con una prognosi di venti giorni.
L’uomo, assistito dall’avvocato Samuele De Santis, è nuovamente atteso dal giudice questa mattina alle ore 11,30. Stavolta sarà scortato dalla penitenziaria quindi non potrà mancare l’appuntamento. E per l’appunto ci sarà un interprete.
Spetterà poi a lui decidere se rispondere o meno alle domande del giudice per le indagini preliminari Savina Poli, che lo aspettava il giorno successivo all’arresto, venerdì 25 settembre, quando non si è fatto trovare a casa, dove doveva stare agli arresti domiciliari. Pur in sua assenza, l’arresto per violenza sessuale è stato convalidato e il giudice ha disposto gli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico.
Il 34enne, di fatto latitante, è stato rintracciato 48 ore dopo, domenica 27 settembre, alla stazione dalla polizia ferroviaria che lo ha tratto in arresto e condotto nel carcere di Mammagialla, in seguito al mandato di cattura emesso nei suoi confronti dal pubblico ministero Paola Conti, titolare del fascicolo. Non è chiaro se volesse scappare in treno, come sospetta l’accusa, o se fosse venuto a Viterbo da Montefiascone, dove risiedeva, per costituirsi, come sostiene invece il difensore Samuele De Santis.
Fatto sta che lunedì 28 settembre il giudice Roberto Colonnello ha convalidato l’arresto bis per evasione, rimettendo l’imputato in libertà per quel reato. Ma il pakistano è stato comunque ricondotto in carcere, non avendo altro luogo dove stare, dal momento che il coinquilino non lo rivuole in casa e la difesa sta cercando un luogo idoneo alternativo.
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