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Viterbo - Parti civili tre figli della vittima - L'avvocato Daniele Bocciolini: "Un fatto gravissimo"

Anziano muore dopo caduta in casa di riposo, titolare a processo per omicidio colposo

di Silvana Cortignani
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L'avvocato Daniele Bocciolini

L’avvocato Daniele Bocciolini

Tribunale - Il pm Stefano D'Arma

Il pm Stefano D’Arma

Viterbo – Anziano ultranovantenne cade nella casa di riposo e muore esattamente due mesi dopo il ricovero in ospedale, a processo per omicidio colposo il titolare della struttura dove la vittima era ospitata.

Contro l’imputato, un 44enne, si sono costituiti parte civile i tre figli dello scomparso, una femmina e due maschi, di 68,63 e 61 anni, assistiti dall’avvocato romano Daniele Bocciolini, dello studio Marazzita, il penalista che ha difeso le vittime nel processo per il naufragio della Costa Concordia contro il comandante Francesco Schettino. Noto al pubblico televisivo, Bocciolini è tra gli ospiti fissi di trasmissioni come Uno Mattina e La vita in diretta. 

Si sono rivolti a Bocciolini i figli di Liborio Strazzeri, originario di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, dove è nato il 28 gennaio 1925. Il padre aveva 93 anni quando, la mattina del 12 novembre 2018, verso le sette e un quarto, è caduto nella struttura per anziani dove era ospitato.

“È un fatto gravissimo che in una struttura che dovrebbe avere in cura proprio persone più vulnerabili accada una cosa del genere. Si trattava di un uomo anziano, ma è stata la caduta a determinarne la morte. I figli si sono costituiti parte civile. Ora le eventuali responsabilità saranno valutate in dibattimento”, sottolinea l’avvocato Bocciolini. 

Si preannunciano tempi lunghi per l’avvio del processo, la cui prima udienza è stata fissata l’11 gennaio 2022, tra oltre un anno, davanti al giudice Roberto Colonnello. Pronto a chiedere l’anticipazione il legale. 

Secondo il pubblico ministero Stefano D’Arma l’imputato è responsabile “per colpa, imprudenza, imperizia e negligenza, consistite in particolare nell’aver omesso di prestare la dovuta attenzione e cura, allorquando il giorno 12 novembre 2018, intomo alle ore 7,15, operando da solo, trasportò l’anziano ospite, seduto sulla sedia a rotelle, dal piano superiore al piano inferiore della struttura residenziale mediante l’uso di un apposito montascale a cingoli a tale trasporto adibito, provocando la caduta dell’anziano dalla scalinata”.

Il 94enne ha riportato “un trauma corporeo con evidenza immediata di interessamento cranico e presenza di ferita lacero-contusa sanguinante in regione temporoparietale sinistra; veniva conseguentemente trasferito e ricoverato tramite 118, presso l’ospedale Belcolle di Viterbo, dove venivano
effettuati accertamenti clinici e strumentali che evidenziavano la presenza di emorragia sub-aracnoidea in associazione a focolai emorragici intraparenchimali in progressiva espansione nelle ore successive, oltre alla frattura del terzo laterale della clavicola sinistra”.

Superata la fase acuta, il 93enne è stato trasferito e ricoverato il 4 dicembre 2018, in regime di dimissione protetta, presso la casa di cura Villa Immacolata di San Martino al Cimino per il proseguimento delle cure post-acuzie. Qui l’anziano è deceduto il successivo 12 dicembre, due mesi esatti dopo l’incidente. “Con ininterrotto nesso di causalità con il trauma di natura contusiva riportato a seguito della caduta”, ha scritto il sostituto D’arma nella richiesta di rinvio a giudizio.

La procura della repubblica di Viterbo, in seguito alla denuncia dei familiari, ha aperto un fascicolo, acquisendo le cartelle cliniche della vittima e disponendo l’autopsia, affidata dal pubblico ministero d’Arma al medico-legale Mariarosaria Aromatario. Al termine delle indagini, è stato chiesto il rinvio a giudizio del 44enne. Richiesta accolta ieri dal gup Savina Poli.

Silvana Cortignani


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29 ottobre, 2020

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