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“Caro ex sindaco, il vero traditore ha un nome e un cognome e si chiama Massimo Paolini”

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Montefiascone - Angelo Merlo

Montefiascone – Angelo Merlo

Montefiascone - Il palazzo comunale

Montefiascone – Il palazzo comunale

Montefiascone – “Caro ex sindaco, il vero traditore ha un nome e un cognome e si chiama Massimo Paolini”. L’ex consigliere Angelo Merlo (Lega) sulla caduta dell’amministrazione avvenuta venerdì scorso con la sfiducia al primo cittadino.

Sfiducia arrivata per mano di Angelo Merlo insieme ad altri otto consiglieri (Cimarello, De Santis, Moscetti, Capocecera, Bracoloni, Cicoria, Chiatti e Femminella).

Tra questi ultimi ben cinque, tra i quali lo stesso leghista, sono stati eletti all’interno della maggioranza.

Il giorno seguente la sfiducia Massimo Paolini aveva parlato di “pugnalate alle spalle” da “persona di cui mi fidavo”.

“È incredibile come ancora oggi l’ex sindaco Massimo Paolini – spiega Angelo Merlo – non sia riuscito a farsi un esame di coscienza e non si sia reso conto degli errori commessi fin dal primo giorno del suo mandato. Dispensa colpe nei confronti di chi lo aveva sostenuto e aiutato nella sua elezione senza farsi alcuna domanda sul perché di tali ‘tradimenti’ come lui li definisce. Roscani, Fabbri, Merlo, Bracoloni, Femminella, Chiatti, Capocecera: tutti traditori”.

Angelo Merlo dopo diversi tira e molla nella primavera del 2018, insieme al compagno di partito Augusto Bracoloni, uscì definitivamente dalla maggioranza sbattendo la porta e passando all’opposizione.

“Caro ex sindaco – continua l’ex consigliere – il vero traditore ha un nome e un cognome e si chiama Massimo Paolini. Il traditore è lei e tutti gli amministratori che insieme a lei hanno scelleratamente amministrato questo paese. Lei e i ‘vecchi’ della politica vi siete approfittati dell’inesperienza di quelle persone che avevate coinvolto nella formazione della lista Il Melograno e con le quali avete giocato sin dal momento della vittoria avvenuta in quel lontano 5 giugno 2016”.

Angelo Merlo ricorda un particolare avvenuto il giorno dopo la vittoria delle comunali.

“Forse si è dimenticato – aggiunge il leghista – quando proprio in concomitanza di quella data, il giorno dopo la vittoria della lista Il Melograno, lei e il suo triunvirato, per la verità in quell’occasione eravate in quattro, vi siete riuniti in seduta segreta presso la sua abitazione, caro signor ex sindaco per pianificare la spartizione delle poltrone, chiaramente senza la nostra presenza. È stato il primo segnale. E da lì tutto il resto, una politica fotocopia di quel pomeriggio di giugno, una triste storia durata più di quattro anni”.

L’ex consigliere reputa l’ex primo cittadino il maggiore responsabile della caduta dell’amministrazione.

“Lei signor Paolini – continua Angelo Merlo – si è lasciato sfuggire di mano la situazione, non è stato capace di creare una squadra, non ha mai avuto polso risultando incapace di coinvolgere nell’attività amministrativa chi ingenuamente aveva credito in lei e di lei si era fidato. Vogliamo quindi ancora parlare di tradimenti? È proprio lei signor Paolini che ha tradito i sogni e le aspettative di chi aveva immaginato di poter fare qualcosa di buono per il proprio paese con impegno, volontà ed entusiasmo. Lei signor Paolini è stato capace di smorzare gli entusiasmi di un gruppo di persone, ha fatto infrangere il sogno di chi giovane e senza esperienza politica aveva riposto in lei tanta fiducia”.

Infine Angelo Merlo sottolinea alcuni aspetti “che non sono andati” nell’amministrazione.

“Personalismi, mancanza di programmi – conclude il leghista -, incapacità di portare avanti progetti, poche idee, hanno fatto il resto. Alla fine dopo una politica a dir poco scellerata, guidata da quelle stesse persone che il giorno dopo la sua incoronazione a sindaco erano a casa sua ad accaparrarsi le migliori poltrone è arrivato il conto e ancora una volta lei non ha avuto sentore del malcontento che serpeggiava nella sua maggioranza e tra i suoi consiglieri”.


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