Troina – Disabile violentata e messa incinta al centro di assistenza durante il lockdown, avrebbe un nome ora il suo presunto aggressore. Si tratta di un operatore socio-sanitario di 39 anni che lavora nel centro dal 2018.
Ieri, dopo un lungo interrogatorio, avrebbe confessato. Su di lui è scattato un fermo, disposto dalla procura di Enna, con l’accusa di violenza sessuale aggravata “dall’aver commesso il fatto ai danni di una donna disabile e nel momento in cui la stessa era a lui affidata”.
Le indagini sono state portate avanti dalla squadra mobile della questura locale. A far scattare i controlli la denuncia dei genitori della donna, da tempo “cambiata” che ora sarebbe alla venticinquesima settimana di gestazione. La violenza dunque, sarebbe avvenuta in pieno lockdown, quando il centro di cui era ospite era divenuto “zona rossa” per la presenza di 162 persone positive al Covid tra pazienti e infermieri. Tra cui la vittima.
I vertici del centro dicono di volersi costituire parte civile contro il responsabile di quanto accaduto: “Anche noi – scrivono in una nota – siamo parte lesa in questa triste e dolorosa vicenda, che ha sorpreso e sconvolto la dirigenza e il personale tutto, che svolge con responsabilità il proprio lavoro”. È stato lo stesso istituto a segnalare il caso ai genitori: “In questi giorni abbiamo dato massima disponibilità alla magistratura fornendo tutte le informazioni utili all’indagine”.
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