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Tribunale - Droga a Mammagialla - Un agente della penitenziaria racconta il "ritrovamento" su un detenuto - Alla sbarra per avere portato la droga in carcere la moglie

“Nascondeva nell’ano un palloncino con dentro cocaina, sostanza da taglio e un telefonino”

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Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla

Viterbo – (sil.co.) – Droga a Mammagialla, gli trovano nell’ano un palloncino verde con dentro cocaina, sostanza da taglio e un telefonino. 

Alla sbarra per avere portato droga e cellulare in carcere la moglie di un detenuto, che avrebbe passato al marito il “pacco” durante un colloquio. Lo scambio sarebbe stato intercettato dall’agente “addetto al vetro”, sentito ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei assieme a un altro collega della penitenziaria.

Il detenuto, poi trasferito a Rebibbia e ora ai domiciliari in una comunità capitolina, è un pregiudicato 38enne del litorale romano, con un curriculum ricco di precedenti, anche per spaccio. 

L’episodio al centro del processo è avvenuto presso la casa circondariale di Viterbo l’11 aprile 2018. Da qualche giorno il detenuto era attenzionato dopo che alcune fonti confidenziali avevano riferito di movimenti sospetti nella sezione in cui era recluso, all’interno della quale erano stati sequestrati anche dei telefonini. 

“Durante il colloquio, ho visto la moglie che, con un gesto fulmineo, passava qualcosa al marito, il quale si è alzato in piedi e con un gesto altrettanto veloce ha infilato qualcosa nei pantaloni fingendo di aggiustarseli”, ha spiegato l’addetto al vetro, che ha subito allertato i colleghi.

“La perquisizione ha dato esito negativo, ma siccome sappiamo che in questi casi di solito i detenuti nascondono i plichi nel retto, gli abbiamo detto che lo avremmo accompagnato a Belcolle per una lastra. Allora ci ha consegnato lui quello che aveva in effetti nascosto proprio nell’ano”, ha spiegato l’altro poliziotto.

Ed è stato allora che gli agenti di Mammagialla, non senza sorpresa, si sono visti consegnare il “pacco” che aveva nel retto: “Un palloncino verde, di quelli gonfiabili per bambini,  con all’interno tre involucri. In uno c’era un telefonino, completo di sim card e batteria; in un altro c’erano cinque grammi di cocaina, risultata di ottima qualità; nel terzo, invece, c’erano 9 grammi di bicarbonato, da usare come sostanza da taglio”.

Il processo è stato rinviato al 16 marzo per sentire come testimone proprio il marito dell’imputata e per la sentenza. ça difesa ha sottolineato: “Lui potrà spiegare perché aveva il palloncino col telefonino e la droga nell’ano”. 


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14 ottobre, 2020

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