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Viterbo - Paola Bugiotti, dirigente scolastica del Paolo Savi e del Colasanti di Civita Castellana, commenta così le ultime disposizioni del governo - Il parere anche di Luca Damiani (Leonardo da Vinci e Ruffini) e Clara Vittori (Buratti)

“Le scuole hanno passato mesi per prepararsi alla didattica in presenza, ora tornare indietro è a dir poco doloroso…”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo - Paola Bugiotti, dirigente del Paolo Savi

Viterbo – Paola Bugiotti, dirigente del Paolo Savi

 

Luca Damiani

Luca Damiani

 

Clara Vittori

Clara Vittori

Viterbo – “Le scuole hanno passato mesi a prepararsi per ripartire con la didattica in presenza. Ora, con il ripristino di quella a distanza, è come tornare indietro ed è a dir poco doloroso…”. Paola Bugiotti, dirigente scolastica del Paolo Savi e del Colasanti di Civita Castellana, commenta così le ultime disposizioni introdotte con il Dpcm di domenica scorsa.

La crescita dei contagi di Coronavirus in Italia ha portato il governo a emanare nuove misure anti-Covid. L’opzione della didattica a distanza sembrava essere stata accantonata e ora invece torna quanto mai protagonista. Ripristinata la didattica da casa almeno al 75%.

Ieri doveva essere il primo giorno, ma in realtà nel Lazio la partenza è per oggi. “Ieri le scuole superiori hanno lavorato con la dda al 50% perché c’era l’ordinanza della regione Lazio e del ministero della Salute. Domenica è arrivato poi il nuovo Dpcm e in serata la nota del ministero dell’Istruzione che diceva di iniziare con la didattica a distanza al 75% dal 27 ottobre. Il 26 è stato quindi un giorno di organizzazione”.

“Le scuole superiori – continua la dirigente – sono pronte. Dallo scorso anno scolastico avevamo già messo in pratica la didattica a distanza al 100%. Certo è che abbiamo passato tutta l’estate per cercare di tornare in presenza e ora è a dir poco doloroso ripartire nuovamente con quella a distanza. Non è la vera scuola”.

Paola Bugiotti spiega che in realtà i problemi riguardano altro. “La scuola – chiarisce – è un posto più sicuro rispetto ad altri. Se altre realtà, come ad esempio quella dei trasporti, si fossero preparate per tempo, magari non saremo arrivati a questo punto”. 

“In pochi mesi – aggiunge – abbiamo affrontato così tanti cambiamenti. Non abbiamo avuto il tempo di adattarci e di iniziare realmente l’anno scolastico”.

Oltre al potenziamento della dda al 75%, il nuovo Dpcm prevede l’ingresso nelle scuole alle 9. Su questo la preside ha non poche perplessità. “L’ingresso alle 9 – conclude – solleva molti dubbi. Può essere una misura giusta  in una città come Milano o Roma dove tutti prendono i mezzi pubblici insieme. Nella città o provincia di Viterbo spostare l’ingresso alle 9 significa lasciare i ragazzi in giro per un’ora. Otteniamo quindi l’effetto contrario”.

Dello stesso parere è Clara Vittori, dirigente del liceo Buratti. “Nel caso della città di Viterbo – chiarisce – non solo non è utile, ma si rischia che i ragazzi pendolari arrivano alle 8 e rimangono in giro per la città fino alle 9. Ci sarebbe così un alto rischio di assembramento. Confrontandoci tra dirigenti, sappiamo che il Cotral non ha modo di raddoppiare le corse. Per fare questo ingresso dilazionato il Cotral dovrebbe infatti trasportare alle 8 i lavoratori e alle 9 gli studenti. E questo sappiamo che è impossibile, altrimenti lo avrebbero già fatto dai primi di settembre”.

Clara Vittori spiega anche come il Buratti si sta preparando alla didattica a distanza potenziata almeno al 75%: “Per i prossimi quattro giorni tutti i ragazzi saranno in didattica a distanza al 100%. Nel frattempo noi faremo una revisione dell’organizzazione complessiva perché vanno ridistribuite le presenze negli edifici e la presenza massima giornaliera. Stiamo valutando l’opzione di una turnazione delle classi su base settimanale. Verosimilmente gli studenti frequenteranno in presenza una settimana ogni quattro. Torneranno quindi in parte a scuola, ma mantenendo sempre il 75% a distanza e il 25 % in presenza. Tutto questo a partire da lunedì 2 novembre”.

La dirigente aggiunge che “la didattica a distanza, se si fa bene, mantiene il servizio educativo”. E conclude: “Poi speriamo che il contagio si ridimensioni e possiamo portare a incrementare la didattica in presenza. Le scuole sono pronto a rifarlo. Ora però bisogna pensare al diritto alla salute di tutti i cittadini. Un diritto primario della nostra costituzione”.

Anche per Luca Damiani, dirigente del Leonardo da Vinci e del Ruffini, la salute è prioritaria. C’è dispiacere però nel ritornare alla didattica a distanza dopo mesi estivi di duro lavoro per riportare i ragazzi i aula. “E’ un po’ deludente – commenta –. Abbiamo passato tutta l’estate a cercare una soluzione per tornare in presenza. Adesso, dopo solo un mese dall’apertura delle aule, torniamo indietro di 6 mesi. E purtroppo la didattica online presenta dei problemi: le connessioni che molti alunni non hanno, le famiglie che magari hanno un solo pc in casa, i ragazzi che rimangono soli e non tutti hanno la maturità di saper gestire la mattinata. E poi c’è il problema della didattica laboratoriale di alcuni istituti che online è fortemente penalizzata”.

Luca Damiani ha già disposto tutto per i prossimi giorni. “Mi sono regolato restando sulla scia di quello che prevedeva l’ordinanza del governatore Zingaretti che sottolineava che le classi prime dovessero svolgere attività didattica in presenza – spiega -. Quindi lascio in presenza le classi prime perché guarda caso la somma degli alunni grosso modo è intorno al 25%. Gli altri studenti frequenteranno con la didattica a distanza. Questa è una disposizione che io ho assunto in via emergenziale. Sarà poi il collegio docenti a deliberare un ulteriore piano organizzativo, se necessario”.

Su un altro aspetto Damiani è piuttosto risoluto. L’ingresso rimarrà alle 8. “Entrare in aula alle 9 non è praticabile – conclude -. Questa misura ha senso per una città metropolitana dove c’è un grosso volume di persone in movimento e dove c’è anche la frequenza dei mezzi di trasporto. Nella città di Viterbo e in provincia, dove il Cotral deposita i pendolari intorno alle 8, è impossibile. Si verificherebbero degli assembramenti. Inoltre gli studenti, uscendo un’ora dopo, correrebbero il rischio di non trovare i mezzi per il rientro a casa. Su questo non si può discutere. L’ingresso rimane alle 8”.

Maurizia Marcoaldi


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27 ottobre, 2020

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