Corchiano – (sil.co.) – A processo per omicidio stradale un quarantenne che il primo dicembre 2017 ha travolto una donna di 80 anni che stava attraversando la strada. La vittima è poi deceduta, qualche giorno dopo il ricovero al policlinico Gemelli di Roma.
Erano circa le 19,30 quando l’imputato che viaggiava a bordo di un’Alfa Romeo in via Civita Castellana, a Corchiano, nei pressi del frantoio, ha centrato in pieno l’anziana che, abbagliata dai fari in un tratto di strada scarsamente illuminato, sembra fosse rimasta ferma in mezzo alla strada.
Nell’impatto con la vettura la donna è piombata rovinosamente sull’asfalto, battendo violentemente la testa, immediatamente soccorsa dal conducente, come è emerso durante l’udienza del 20 ottobre davanti al giudice Gaetano Mautone. Portata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla, la ferita fu poi trasferita in elicottero a Roma a causa della gravità delle lesioni riportate.
“E’ giunta in coma al Gemelli, dove è stata ricoverata in terapia intensiva ed è stata dichiarata dopo qualche giorno la morte cerebrale a causa del gravissimo trauma cranio-encefalico riportato in seguito all’impatto con l’auto, quando è stata scaraventata sull’asfalto. Aveva inoltre la gamba destra rotta, tipica lesione dovuta all’urto di un pedone con una vettura”, ha spiegato il medico legale Matteo Polacco, incaricato dell’autopsia, secondo il quale il decesso e le lesioni sono compatibili con l’incidente, che è dunque da considerare causa della morte.
Sono stati sentiti anche uno dei carabinieri intervenuti sul posto per i rilievi e un testimone oculare dello schianto. Quest’ultimo, in particolare, ha riferito che la donna era vestita di scuro e che lui,seduto in una vettura parcheggiata lungo la via, l’ha vista soltanto quando è stata illuminata dai fari, rimanendo ferma per un istante in mezzo alla strada prima di venire centrata dalla vettura, che avrebbe sentito tentare una frenata.
“Nessuna traccia di frenata in base ai rilievi su quel tratto rettilineo dove è avvenuto l’incidente”, secondo il militare. “Le strisce pedonali erano a cinquanta metri, c’era scarsa visibilità anche per via di alcuni lampioni rotti e la strada era umida. La vittima, inoltre, secondo quanto riferito, perché al nostro arrivo era stata già soccorsa, avrebbe indossato degli abiti scuri”, ha spiegato il brigadiere della compagnia carabinieri di Civita Castellana.
Tempi ancora lunghi per la sentenza. Il processo riprenderà il 19 ottobre 2021.
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