Palermo – Vittime di racket ed estorsioni si ribellano alla mafia, 20 arresti a Palermo.
Per anni sono stati in silenzio e hanno pagato il pizzo, fino a che i commercianti e gli imprenditori del quartiere Borgo Vecchio non hanno deciso di dire basta. E così si sono rivolti ai carabinieri: le loro denunce hanno portato, nella mattinata di martedì 13 ottobre, all’arresto di 20 esponenti della famiglia mafiosa di Borgovecchio, tra boss, gregari ed esattori del clan.
Le estorsioni, aggravate dal metodo mafioso, sono state ricostruite dagli investigatori nell’indagine della procura distrettuale antimafia di Palermo.Ventidue in totale gli episodi accertate finora, sei consumati e 16 tentati, che venivano perpetrati ai danni di commercianti e imprenditori operanti nel territorio di competenza della famiglia mafiosa.
I venti arrestati devono rispondere di accuse a vario titolo. Associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, furti e ricettazione, tentato omicidio aggravato, estorsioni e danneggiamenti.
Le indagini hanno consentito la disarticolazione della struttura della famiglia mafiosa, che oltre a esercitare il controllo del territorio e delle attività commerciali, era sempre alla ricerca di consenso sociale. Ad esempio attraverso l’assistenza economica alle famiglie degli affiliati detenuti, le infiltrazioni nel mondo del tifo organizzato del calcio palermitano, esercitate attraverso il controllo di Cosa Nostra dei gruppi ultras locali, e anche attraverso la festa della patrona del quartiere. Secondo le indagini, infatti, per la festa della patrona del Borgo Vecchio, Madre Sant’Anna, il clan aveva il monopolio dell’organizzazione delle serate musicali.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY