Carbognano – (sil.co.) – Va dai carabinieri a chiedere il rinnovo del porto d’armi per la pistola, viene denunciato per ricettazione e detenzione abusiva di armi comuni da sparo.
Nella sua abitazione di Carbognano i militari, durante un controllo, hanno rinvenuto un fucile calibro 12 e munizioni nonché libri religiosi antichi e perfino una mappa ottocentesca del paese.
Il “tesoretto” era composto da un blocco di pietra di epoca etrusco-romana, due libri antichi del 1800 di proprietà della curia di Civita Castellana, un libro religioso del 1800, un libro antico dello Stato Pontificio di proprietà della biblioteca di Bolsena, una cartina antica del Comune di Carbognano del 1840.
Era marzo del 2016 e ieri, a distanza di oltre quattro anni, l’uomo, un 51enne, è stato assolto dal giudice Silvia Mattei perché il fatto non costituisce reato. E questo nonostante uno dei libri, risalente al 1746, in lingua italiana, di uno scrittore portoghese, sia risultato denunciato come rubato dalla biblioteca del Teresianum Ordine Religioso dei Carmelitani Scalzi di Roma Piazza di San Pancrazio.
In pratica, durante il processo, è emerso che sia i libri che il fucile, rinvenuto sotto un materasso in una stanza usata come magazzino, erano del padre deceduto dell’imputato.
Un genitore con l’hobby della scrittura. “Una volta andato in pensione – ha spiegato l’imputato prima della sentenza – mio padre passava le giornate a consultare libri e davanti alla macchina da scrivere. Era la sua passione. Gli interessavano in particolare i santi, ha scritto un libro sui patroni del paese che ha regalato a tutti, aveva rapporti col parroco e più in generale con la chiesa. Era uno studioso”.
“Era suo anche il fucile. Sono stati i carabinieri a dirmi che a loro risulta che dovesse esserci un fucile a casa, ma per trovarlo lo abbiamo dovuto cercare. Pensavamo che nostro padre lo avesse venduto, quando è rimasto solo con la badante. Cartucce in giro, invece, ci sono sempre state, perché siamo una famiglia di cacciatori. Erano vecchissime, di cartone e con le scritte tutte sbiadite”, ha detto relativamente all’arma.
Recuperati una ventina di libri antichi sospetti
Nel corso delle successive indagini sono stati recuperati una ventina di libri antichi sospetti.
I carabinieri delle stazioni di Carbognano e Bassano Romano, coadiuvati dai militari del comando carabinieri tutela patrimonio culturale, tre mesi dopo, hanno denunciato all’autorità giudiziaria una coppia di coniugi, titolari di una libreria di Roma, all’epoca di 57 e 56 anni, residenti a Valmontone, per ricettazione di beni di interesse storico artistico.
Dopo gli accertamenti effettuati, anche con l’ausilio del personale del comando carabinieri tutela patrimonio culturale, è emerso che per uno dei libri ritrovati – per l’appunto il volume risalente al 1746 in lingua italiana dello scrittore portoghese Jasé De San Cavetano dal titolo “Ton I-II varietas delectabilis pars I” – era stato denunciato il furto da parte della biblioteca del Teresianum Ordine Religioso dei Carmelitani Scalzi di Roma Piazza di San Pancrazio.
Da allora sono partite ulteriori indagini di polizia giudiziaria che hanno portato all’individuazione della libreria capitolina.
L’operazione di polizia giudiziaria ha permesso di ritrovare e sequestrare 21 libri, datati tra il 1700 ed il 1800, sui quali gli interessati non sarebbero stati in grado di dare contezza circa la provenienza e che riportavano il timbro di catalogazione di diverse biblioteche capitoline.
Alla luce di ciò, i volumi sono stati posti sequestrati e sono partiti gli accertamenti per verificare se risultano denunciati rubati.
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