Fabrica di Roma – (sil.co.) – Avrebbe prosciugato 37mila euro della nipote minorenne, zio alla sbarra.
Si tratta di un uomo di Fabrica di Roma che, tra il 2012 e il 2013, si sarebbe fatto nominare amministratore di sostegno della figlia della sorella della moglie, prelevando nel giro di poco tempo ben 37mila euro dal conto corrente postale intestato alla ragazzina.
“Erano soldi che le avevamo messo da parte per quando non ci saremmo stati più, 31mila euro di risarcimento per un incidente stradale di cui era rimasta vittima e altri 6mila euro che erano gli arretrati della pensione”, ha spiegato la madre al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei.
“Mia figlia, che soffre di diabete, chiese di andare per un paio di settimane a casa di mia sorella per stare con le cugine. Sono diventati sette anni. Lo zio, a mia insaputa, era riuscito a farsi nominare amministratore di sostegno e così ho dovuto fare ricorso al giudice per riavere mia figlia. Quando è tornata a casa ho scoperto che non era stata curata e che a causa del diabete aveva perso un occhio. E poi che non c’erano più i 37mila euro messi via apposta per lei sul libretto postale, che non si dovevano toccare”, ha proseguito la donna, spiegando che per il mantenimento la figlia percepisce una pensione di 280 euro.
In aula anche una direttrice delle poste, che ha confermato: “L’impiegato dell’ufficio si è accorto che lo zio faceva prelievi frequenti dal libretto della nipote minore, anche se c’era l’atto di nomina ad amministratore di sostegno. Nel dubbio, decidemmo allora di scrivere una lettera al giudice tutelare del tribunale di Civita Castellana per segnalargli quella che a noi sembrava essere un’anomalia”.
Il processo riprenderà il 16 marzo, quando saranno sentiti i testimoni della difesa.
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