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Orte - La protesta contro l'ordinanza del sindaco di Giuliani che ha sospeso le lezioni fino al 15 novembre: "I comuni non dovrebbero decidere su queste cose"

“Riaprite le scuole”, i genitori lanciano la petizione a Mattarella

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Orte - La manifestazione contro il rinvio dell'apertura delle scuole

Orte – La manifestazione contro il rinvio dell’apertura delle scuole

Orte – (a.c.) – Una petizione online per tornare a scuola. È l’iniziativa del gruppo Genitori scuole Orte, che chiedono addirittura al presidente della Repubblica Sergio Mattarella d’intervenire col sindaco Angelo Giuliani per “far riaprire immediatamente tutte le scuole del comune di Orte”.

A Orte l’attività scolastica in presenza era partita il 28 settembre, cioè 14 giorni dopo la data “standard” fissata dal governo, e lo scorso 3 novembre Giuliani ha emanato una nuova ordinanza che, in considerazione dell’aumento dei casi Covid sul territorio comunale, dispone la chiusura di tutte le scuole fino al 15 novembre.

Una decisione che ha rimesso sul piede di guerra il gruppo dei genitori, già autori d’iniziative di protesta in occasione del posticipo delle aperture degli istituti.

“I genitori – si legge nella petizione – non sempre possono lavorare in smart working e i nonni, se ci sono, sono gravati di un notevole impegno in un momento in cui sarebbe più che opportuno tutelarli. Inoltre la brusca interruzione dell’attività scolastica in presenza compromette l’apprendimento e il benessere psicofisico dei bambini e dei ragazzi, già fortemente provati dal lockdown della scorsa primavera”.

“Non dovrebbe essere consentito ai comuni di decidere autonomamente, senza alcun confronto con la regione, con la prefettura e con le istituzioni competenti, in contrasto con la normativa nazionale e con le disposizioni regionali, senza avere alcun dato aggiuntivo rispetto a quelli che tutti leggiamo sui giornali, di chiudere tutte le scuole sine die – scrivono ancora i genitori -. Il potere di decidere le misure da adottare dovrebbe essere dello Stato e delle regioni, ma fermarsi al livello regionale, considerato tra l’altro che le regioni gestiscono la sanità e hanno sicuramente un quadro più chiaro della situazione ospedaliera, forse anche rispetto al governo”.

Ecco, dunque, la richiesta d’intervento al presidente della Repubblica e l’invito per il futuro “che ogni eventuale decisione in merito alla chiusura delle scuole sia condivisa con la regione e con le altre autorità competenti e adottata sulla base di dati chiari, secondo una strategia ragionevole e condivisa”.


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8 novembre, 2020

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