Viterbo – (sil.co.) – Picchiata e costretta a fare sesso. Ma la presunta vittima al processo non si presenta e senza la sua testimonianza l’ex viene assolto.
La donna, che a suo tempo si è rifiutata di sporgere querela contro il convivente, un uomo di nazionalità romena, dopo essere finita al pronto soccorso a causa delle lesioni riportate, non ha voluto denunciare il presunto aguzzino.
Era luglio del 2013 e la vicenda è andata avanti d’ufficio, con l’ex imputato di violenza sessuale e lesioni aggravate davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, che ieri, a distanza di oltre sette anni, non avendo mai potuto ascoltare la versione della parte offesa, lo ha assolto per difetto di querela.
La procura aveva chiesto un condanna a 4 anni e mezzo di reclusione. “I certificati del pronto soccorso dimostrano che la violenza c’è stata e che è stata picchiata durante la violenza, scattata quando la donna ha comunicato all’imputato l’intenzione di interrompere la convivenza”, ha sottolineato il pm Massimiliano Siddi, chiedendo la condanna dell’imputato.
“Il fatto che non abbia voluto sporgere querela e che abbia scelto di trasferirsi altrove sono un’ulteriore conferma del dramma che ha vissuto. Il fatto che abbia voluto voltare pagina per dimenticare, che abbia voluto chiudere definitivamente col passato, la rende ancora più attendibile”, ha concluso il magistrato della procura della repubblica di Viterbo.
Il collegio, sentita la difesa, ha però derubricato il reato di lesioni gravi, in quanto dai certificati non sarebbero emerse lesioni superiori ai 30 giorni, col risultato che, senza la querela della presunta vittima, non era più perseguibile d’ufficio neanche il connesso reato di violenza sessuale.
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