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Viterbo - Il giallo del comunicato stampa con cui il vicesindaco Enrico Contardo ha espresso il proprio sostegno, così come quello di giunta e sindaco, all'ex amministratore unico di Francigena coinvolto poi nel caso dei post inneggianti al terrorismo

“Guido Scapigliati gode della piena fiducia dell’amministrazione comunale”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Caso Guido Scapigliati, il comunicato del vicesindaco del comune di Viterbo, Enrico Contardo, c’è. Un comunicato di cui si parla nel documento dall’opposizione siglato, il giorno di Natale, da Giacomo Barelli (Forza civica), Alvaro Ricci (Pd), Massimo Erbetti (M5s) e Chiara Frontini (Viterbo 2020).

Un testo, quello sottoscritto da Contardo, inviato alla redazione di Tusciaweb mercoledì mattina, per poi essere successivamente ritirato nel corso della stessa giornata. Affermando che sarebbe stato sostituito.


Il post Facebook con il "grazie" ad Enrico Contardo

Il post Facebook con il “grazie” di Guido Scapigliati ad Enrico Contardo


Un comunicato stampa istituzionale, datato 23 dicembre, numerato e spedito direttamente dal comune di Viterbo. Un comunicato che inizia così: “L’amministratore unico di Francigena Guido Scapigliati gode della piena fiducia dell’amministrazione comunale. Ciò premesso, mi addentro nei fatti. Sono stati recentemente pubblicati su questo giornale due articoli titolati Prelievo forzoso in busta paga a 5 dipendenti Francigena e Il sindaco Arena deve rimuovere dall’incarico l’amministratore di Francigena Scapigliati, con riguardo alla vicenda del recupero di un credito della stessa Francigena nei confronti di 5 propri dipendenti, addetti al ramo del Traposto pubblico locale. I due articoli contengono inesattezze e giudizi inappropriati che mi costringono, quale assessore alle Società partecipate, ad intervenire per chiarire la realtà dei fatti e confermare la legittimità dell’operato dell’amministratore della società partecipata”. Firmato “Enrico Maria Contardo. L’assessore alle società partecipate”.

Il comunicato di Contardo è stato poi ritirato nel primissimo pomeriggio del 23 dicembre. Sempre con un’altra nota spedita dall’amministrazione comunale. “Gentile redazione – sta scritto nella nota – per conto dell’assessore Contardo si chiede di non tenere conto del comunicato inviato questa mattina in merito alla questione Francigena (recupero credito). Seguirà una nuova versione con aggiornamenti. Grazie e buon lavoro”. La nuova versione non è mai arrivata. 

Il giorno dopo, 24 dicembre, la pubblicazione su Tusciaweb del primo articolo sui post inneggianti a Nar, Brigate rosse e terrorismo, assieme ad altri, pubblicati sulla pagina Facebook Guido Scapigliati e l’intervista al sindaco Giovanni Arena con cui il primo cittadino chiedeva le dimissioni immediate di Scapigliati, altrimenti sarebbe stato lui stesso a rimuoverlo da amministratore unico della Francigena. Assieme all’intervista di Arena, nella stessa giornata sono arrivate anche le dichiarazioni dell’opposizione, della segretaria provinciale del Pd Manuela Benedetti, del segretario della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti e del parlamentare europeo Massimiliano Smeriglio. Tutti che chiedevano le dimissioni di Guido Scapigliati. Il giorno di Natale il secondo articolo sui post della pagina Scapigliati. Un paio di ore dopo, la comunicazione da parte del sindaco delle dimissioni ufficiali dell’amministratore della società di trasporto pubblico locale. Nel pomeriggio, infine, il documento dell’opposizione in si parlava del comunicato spedito appunto da Contardo. Nel frattempo la pagina Facebook Guido Scapigliati veniva prima messa in modalità “privata”, soltanto gli “amici” potevano continuare a leggere, poi definitivamente rimossa.


Enrico Maria Contardo e Guido Scapigliati

Viterbo – Il vice sindaco Enrico Maria Contardo e l’ex amministratore di Francigena Guido Scapigliati


Un testo che diversi consiglieri di maggioranza a Palazzo dei priori pare avessero avuto di visionare una volta spedito a Tusciaweb. Tant’è vero che Contardo sarebbe stato bersagliato da decine di telefonate volte a chiedergli spiegazioni in merito al contenuto, provocando, voci di corridoio, una vera e propria frattura all’interno della Lega di cui il vice sindaco e assessore alle partecipate è espressione. A fare infuriare diversi esponenti della maggioranza un passaggio su tutti. L’incipit: “L’amministratore unico di Francigena Guido Scapigliati gode della piena fiducia dell’amministrazione comunale”. A far imbestialire i consiglieri di maggioranza anche il fatto che il comunicato sia stato spedito dal comune, dandogli così una veste di ufficialità istituzionale che tira in ballo tutta “l’amministrazione”. Pare infine che sia nell’uno, “la piena fiducia”, che nell’altro caso, l’ufficialità, la comunicazione alla stampa non sarebbe stata concordata né con la Lega, né tantomeno con l’amministrazione.

Cosa si intende, infatti, per “amministrazione comunale”? Lo spiega l’articolo 36 del Testo unico degli enti locali (Tuel), Dlgs 267 del 2000, che evidenzia bene come col termine “amministrazione comunale” si intenda l’insieme dei cosiddetti organi di governo del comune. “Sono organi di governo del comune – recita l’articolo 36, comma I, del Tuel – il consiglio, la giunta, il sindaco”. Tutti e tre impegnati da Contardo nell’esprimere la loro solidarietà a Scapigliati che nel frattempo, il 6 settembre di quest’anno, manifestava pubblicamente “ammirazione profonda” per Nuclei armati rivoluzionari e Brigate rosse, così come per tutti “gli altri movimenti che osarono la lotta armata”.


La pagina Facebook Guido Scapigliati

La pagina Facebook Guido Scapigliati


I Nuclei armati rivoluzionari (Nar) sono stati un’organizzazione terroristica di estrema destra. Alcuni suoi appartenenti, tra cui Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, sono stati individuati dalla magistratura italiana, con sentenza definitiva, quali esecutori materiali della strage alla stazione di Bologna. Il 2 agosto 1980, 85 morti e 200 feriti. Si tratta del più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra.

Le Brigate rosse (Br), organizzazione terroristica di estrema sinistra, si sono invece resi responsabili di oltre 80 omicidi tra cui giudici, appartenenti alle forze dell’ordine, politici, cittadini, il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro e tutta quanta la sua storia. L’ultimo omicidio risale al 2002. A Bologna, il giuslavorista Marco Biagi.

La “lotta armata” ha infine assassinato centinaia di persone tra gli anni settanta e la fine degli anni ’80. Uccidendo anche a Viterbo. Due carabinieri, Ippolito Cortellessa e Pietro Cuzzoli, a Ponte di Cetti, l’11 agosto 1980. Lo stesso giorno, nel corso delle ricerche, moriva anche il maresciallo dell’Arma Antonino Rubuano. 


Enrico Contardo

Viterbo – Il vice sindaco e assessore alle partecipate Enrico Contardo


Sulla bacheca Facebook Guido Scapigliati c’erano anche tanti altri post, pubblicati lungo tutto l’arco dell’anno 2020. Dall’appello ai militari, in piena pandemia, fino al terrorismo, rosso e nero. Passando per il fucile Ak47, il kalashnikov, il sangue nelle piazze, la Cina, Biden, la ghigliottina per il presidente del consiglio Giuseppe Conte, il plutonio di “Vladimir”, Goebbels, la soluzione finale, la X Mas e tanto altro ancora. Un anno di affermazioni a dir poco clamorose. 


Guido Scapigliati

Viterbo – L’ex amministratore unico di Francigena Guido Scapigliati


I fatti. Tutto inizia con la vicenda di 5 lavoratori della società Francigena, di cui Guido Scapigliati è stato amministratore unico fino alla vigilia di Natale, ai quali sono stati prelevati soldi in busta perché devono pagare le spese legali avendo perso una causa in appello contro la società, dopo averla vinta in primo grado. Facendo poi ricorso in Cassazione. Un prelievo, per alcuni di 450 euro a dicembre, che secondo i sindacati sarebbe avvenuto senza tener conto delle procedure previste dalla legge. Tant’è vero che appena una settimana fa il consigliere comunale Giacomo Barelli sollevava la questione con un’interrogazione consiliare. E sarà sempre Barelli a segnalare i post della pagina Scapigliati inneggianti al terrorismo. Con un’altra interrogazione, depositata in comune mercoledì scorso. Tutto il resto si conosce già. A partire dalla caduta di Guido Scapigliati.

Daniele Camilli


Fotogallery: Alcuni post della pagina Facebook Guido Scapigliati 

Articoli: Caso Scapigliati, rimossa la pagina Facebook mentre l’opposizione punta il dito su Contardo – “Guido Scapigliati si è dimesso” – “Da sopravvissuti, riscriveremo la storia: nelle urne con la matita o nelle piazze col sangue…” di Daniele Camilli –  – “A distanza di 35 anni ho un’ammirazione profonda per Nar e Br, che osarono la lotta armata”  – Arena: “Scapigliati si deve dimettere subito” – Turchetti: “Guido Scapigliati deve inevitabilmente dimettersi” – Benedetti: “Gravissime le frasi su Facebook di Scapigliati, intervenga il sindaco Arena” – Smeriglio: “Chi amministra aziende pubbliche deve rispettare la Costituzione” – I capigruppo di opposizione: “Post gravi e da condannare, se veri nomina di Scapigliati va revocata”


Il comunicato stampa inviato il 23 dicembre dall’assessore alle partecipate e vicesindaco del comune di Viterbo, Enrico Contardo e poi ritirato con l’impegno di inviarlo un altro, mai arrivato

L’amministratore unico di Francigena Guido Scapigliati gode della piena fiducia dell’amministrazione comunale. Ciò premesso, mi addentro nei fatti.

Sono stati recentemente pubblicati su questo giornale due articoli titolati Prelievo forzoso in busta paga a 5 dipendenti Francigena e Il sindaco Arena deve rimuovere dall’incarico l’amministratore di Francigena Scapigliati, con riguardo alla vicenda del recupero di un credito della stessa Francigena nei confronti di 5 propri dipendenti, addetti al ramo del Traposto pubblico locale.

I due articoli contengono inesattezze e giudizi inappropriati che mi costringono, quale assessore alle Società partecipate, ad intervenire per chiarire la realtà dei fatti e confermare la legittimità dell’operato dell’amministratore della società partecipata.

La Corte di appello di Roma, con una sentenza dello scorso mese di maggio, ha condannato 8 dipendenti di Francigena a restituire un emolumento percepito indebitamente. I lavoratori sono stati anche condannati in solido a pagare le spese legali del giudizio, per complessivi 10.540,13 euro.

Essendo la sentenza immediatamente eseguibile, nei primi giorni di giugno Francigena ha provveduto a richiedere le somme ad essa dovute, cercando di trovare un accordo con i lavoratori e manifestando ampia disponibilità a dilazionare il pagamento. Per le spese legali, nonostante la condanna in solido, la società ha suddiviso l’importo in misura paritaria tra le 8 parti soccombenti.

Già dal mese di giugno i lavoratori hanno dichiarato che è “loro intenzione accordarsi direttamente con la società per una rateizzazione del dovuto mediante una trattenuta mensile sullo stipendio”.

Con riguardo alla restituzione dell’emolumento pagato indebitamente, la società ha concordato una dilazione in 10 rate, mediante trattenuta in busta paga.

Con riguardo alle spese legali, tre degli otto lavoratori hanno raggiunto rapidamente un accordo con la società e hanno provveduto al saldo del loro debito.

I restanti cinque lavoratori, tenuti ciascuno al pagamento di 1.467,52 euro per spese legali, hanno formulato proposte inaccettabili, chiedendo dapprima una dilazione in 20 rate, pari a 73,38 euro mensili, poi addirittura riducendo la loro disponibilità a 50 euro mensili.

Faccio presente che da gennaio 2022 sono previste dal legislatore regionale radicali modifiche nella gestione del servizio del Trasporto pubblico locale, che comporteranno con elevata probabilità l’affidamento a terzi del servizio stesso.

Preciso anche che l’amministratore di Francigena è tenuto a riscuotere prontamente il credito, essendo la società interamente partecipata dal comune e dovendo quindi il denaro della stessa essere impiegato per lo svolgimento dei servizi pubblici locali in favore dei cittadini.

Francigena ha quindi comunicato la propria disponibilità a differire il pagamento delle spese legali al 30 settembre 2020. Il termine del 30 settembre 2020 è decorso inutilmente.  Francigena ha atteso il mese di ottobre e i primi 20 giorni di novembre, sempre inutilmente.  Poi ha di nuovo sollecitato il pagamento delle spese legali.

Alla fine di novembre, i lavoratori, tramite il loro legale, hanno dichiarato di voler pagare 50 euro mensili a partire da dicembre.

Francigena, tramite il proprio legale, ha ribadito di aver concesso una dilazione di pagamento di 4 mesi (fino al 30 settembre 2020) e ha precisato che la proposta dei lavoratori di pagare 50 euro mensili era stata già esaminata e rifiutata sin dall’estate. Francigena ha ricordato anche che, a seguito della sentenza di I grado si è vista costretta, pur con grandi difficoltà, a pagare le spese legali in un’unica soluzione, per evitare il pignoramento. Ha insistito pertanto per il pagamento dell’importo dovuto, essendo ormai decorsi più di 6 mesi dalla sentenza della Corte di Appello.

Nel mese di dicembre, il legale dei lavoratori ha insistito nella richiesta di pagamento di 50 euro mensili e di desistere dall’azione esecutiva.

Il 14 dicembre, Francigena, tramite il proprio legale, ha dichiarato la disponibilità a dilazionare il pagamento in 5 rate a decorrere dal mese di dicembre, a fronte della rinuncia al ricorso per cassazione nel frattempo proposto dai lavoratori. Ha chiesto un pronto riscontro, dichiarando che, in mancanza, considerato il lungo tempo ormai decorso, avrebbe proceduto al recupero dell’intero credito.

In assenza di risposta e nell’imminenza della predisposizione della busta paga relative alla 13esima e alla retribuzione del mese di dicembre, il 16 dicembre il legale di Francigena ha raggiunto telefonicamente il legale dei lavoratori, ricercando ulteriormente una soluzione condivisa e ribadendo che, in assenza, la società avrebbe provveduto al recupero compensando l’importo delle spese legali con quello della busta paga della 13esima e del mese di dicembre, evitando così ai lavoratori l’aggravio delle spese dell’esecuzione forzata.

Infine, il 18 dicembre, non essendo pervenuto alcun riscontro alla ultima nota del 14 dicembre, Francigena ha provveduto a dilazionare in tre rate il pagamento e compensare la prima rata con quanto dovuto ai lavoratori per 13esima e mensilità di dicembre.

Solo la sera del 18 dicembre, dopo le ore 20, è pervenuto un riscontro del legale dei lavoratori, che ha rifiutato la proposta di Francigena e proposto una dilazione del debito in 15 rate.

Come è agevole comprendere, sin dal mese di giugno 2020 Francigena ha tentato di recuperare bonariamente le spese legali, dichiarandosi disponibile dapprima ad una dilazione di 4 mesi, attendendo poi ulteriori 2 mesi e infine, a dicembre, dichiarandosi ulteriormente disponibile ad una dilazione in 5 rate (con rinuncia al ricorso per cassazione) e poi in tre rate.

Ribadisco che è preciso dovere dell’amministratore unico recuperare l’importo delle spese legali, trattandosi di società a totale controllo pubblico, che quindi gestisce denaro pubblico (peraltro, 4.451,82 euro riguardano la restituzione di quanto già versato da Francigena ai lavoratori a titolo di spese legali per il I grado di giudizio).

Devo altresì precisare che mai è stata contestata la corretta determinazione dell’importo e mai è stato contestato il diritto di Francigena di recuperare immediatamente quanto stabilito dalla sentenza di appello.

In merito alla modalità del recupero della somma, la società ha considerato che l’attivazione di una procedura esecutiva (tramite pignoramento presso terzi) comporterebbe un aggravio di spese per ciascuno dei 5 dipendenti di oltre mille e cento euro.

La compensazione del credito (in tre rate) con quanto dovuto in busta paga per 13esima e retribuzione di dicembre ha dunque consentito di evitare un notevole aggravio di spese ai lavoratori.

Infine, con riguardo alla proposta della società di dilazionare il pagamento in 5 rate, da dicembre 2020 ad aprile 2021, a fronte della rinuncia al ricorso per cassazione, non comprendo il senso delle critiche mosse. Rientra nella discrezionalità dell’amministratore della società formulare proposte e condizioni di rateizzazione di un credito da riscuotere, senza che ciò comporti – come si prospetta negli articoli citati – una violazione delle tutele dei lavoratori o delle regole delle relazioni sindacali.

I lavoratori, assistiti dal loro legale, hanno esaminato e rifiutato la proposta; come anche Francigena ha esaminato e rifiutato la proposta dei lavoratori di pagare 50 euro mensili.

Insomma, si contestano a Francigena violazioni inesistenti e si dimentica invece che sono i lavoratori ad essere inadempienti al loro obbligo di pagamento per 7 mesi.

Enrico Maria Contardo
L’assessore alle società partecipate


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27 dicembre, 2020

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