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Roma - Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri: "Progetti complessi, task force necessaria"

Recovey plan, Conte conferma la cabina di regia: “Non sarà sovrapposta ai doverosi passaggi istituzionali”

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Il presidente Conte e il ministro Gualtieri

Il presidente Conte e il ministro Gualtieri

Roma – “Stiamo definendo la struttura responsabile del monitoraggio del piano, non sarà sovrapposta ai doverosi passaggi istituzionali”. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, intervenendo al Rome investment forum 2020, conferma la nascita della cabina di regia per accompagnare l’attuazione e il monitoraggio dei progetti del Recovery plan. Una sessantina in tutto, che mirano a una transizione “green, smart and healthy” dell’Italia. E riguardano digitalizzazione, innovazione, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, parità di genere, coesione sociale e territoriale, salute e riforma della giustizia. Ma anche una robusta riforma fiscale per i redditi medi, tra i 40 e i 60 mila euro.

Una vera e propria rivoluzione che sarà guidata e monitorata da una cabina di regia, formata da manager e tecnici. Una struttura extra-ministeriale, come sottolinea il premier Conte, necessaria per portare avanti un piano “ambizioso”. “Il nostro paese deve farsi trovare pronto e per farlo la strategia si orienterà sulla fiducia, le riforme e gli investimenti, tre assi portanti”, ha aggiunto il presidente del consiglio.

Sulla governance del Recovery plan, ha sottolineato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, al Rome investment forum 2020  “c’è stato un confronto politico di recente perché si tratta di un problema cruciale: abbiamo bisogno di una funzione di coordinamento perché questi sono progetti complessi non sono attribuiti a una unica amministrazione, non vi è un unico ministero a cui dare i fondi dicendo ‘spendili’, c’è una combinazione di riforme, c’è bisogno di una cabina di regia”.

Grazie anche alle risorse europee del Recovery fund, “la strada che ci siamo prefissati è prudente – ha sottolineato il ministro Gualtieri -. Al termine di questo programma intendiamo realizzare un aumento del 2,3% del pil”. “Sono – ha precisato -, stime caute, proveremo a fare anche meglio se saremo in grado di realizzare questi investimenti, ma anche con questa stima prudente vedremo un cambiamento strutturale del paese”.

Riguardo i tempi per l’erogazione delle risorse, il commissario Ue per l’Economia Paolo Gentiloni ha spiegato che “l’idea iniziale era quella di avere una prima approvazione del piano” e quindi “la possibilità di erogare il prefinanziamento del 10%, circa 20 miliardi per l’Italia”, nella “tarda primavera”. La decisione finale sul Next Generation Eu, ha proseguito, “è arrivata la scorsa settimana, i tempi saranno quelli della tarda primavera o inizio estate”.


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14 dicembre, 2020

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