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Viterbo - Il sindacato chiede a Giovanni Bruno di essere convocato per discutere una proposta alternativa

Somigli (Uil scuola): “No al piano di riapertura delle scuole firmato dal prefetto”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Inizia l’inverno della scuola. “No al piano di riapertura delle scuole firmato dal prefetto Giovanni Bruno, no alla ripresa delle attività didattiche in presenza al 100% il 7 gennaio e no alla differenziazione delle fasce orarie proposta dalla direzione generale dell’ufficio scolastico regionale per il Lazio del ministero dell’istruzione”. 

La Uil scuola di Viterbo sul piede di guerra. “Chiediamo al prefetto Giovanni Bruno – dichiara la segretaria organizzativa regionale della Uil scuola, Silvia Somigli – un incontro urgente. E soprattutto chiediamo di entrare a far parte del tavolo in prefettura dedicato alla riapertura della scuola che si sarebbe già riunito una prima volta il 22 dicembre”. Una presa di posizione “condivisa – dice Somigli – anche dagli altri sindacati della scuola”.

L’altro ieri, la direzione generale dell’ufficio scolastico regionale del Miur ha mandato una lettera alle “istituzioni scolastiche” della regione e, tra gli altri, ad alcuni assessori regionali e ai prefetti. 


Viterbo - La sindacalista della Uil Scuola Silvia Somigli

Viterbo – La segretaria organizzativa regionale della Uil Scuola Silvia Somigli


“Informo le scuole della provincia di Viterbo – sta scritto nella lettera della direzione generale – che il relativo Prefetto ha firmato, in data odierna, il documento che reca le prescrizioni da osservare per il necessario raccordo tra gli orari di entrata e uscita dalle scuole e quelli del trasporto pubblico locale”.

“Si tratta di indicazioni diverse da quelle già previste per Roma e Frosinone – prosegue la lettera – in ragione dell’esiguo numero di studenti coinvolti. In particolare per le scuole di Viterbo non è necessaria l’apertura il sabato, e cambiano le percentuali degli studenti da far entrare nelle due fasce orarie previste: il 60% degli studenti che frequentano in presenza dovranno entrare alle 8.00; il rimanente 40% dovrà entrare alle 10.00; conseguentemente, dovranno essere differenziate le fasce orarie in uscita; non è necessario aprire il sabato”.

“Decisioni che non condividiamo e che non abbiamo avuto la possibilità di controbattere in sede istituzionale – precisa Somigli -, perché non facciamo parte del tavolo in prefettura e non siamo stati coinvolti dal prefetto nelle decisioni da prendere”.


Giovanni Bruno

Viterbo – Il prefetto Giovanni Bruno


Cosa contesta la Uil scuola alle prescrizioni del prefetto? “Entrare a scuola in due fasce orarie – risponde Somigli – pone problemi enormi sia per il personale che per gli studenti. Per il personale. Alcuni docenti che lavorano su più scuole potrebbero veder coincidere i propri orari su più istituti. E poi togliere il sabato per alcuni professori potrebbe voler dire perdere il giorno libero. Per gli studenti. Soprattutto quelli degli istituti tecnici, che fanno tante ore di scuola, si vedrebbero allungare l’orario fino al tardo pomeriggio con i ragazzi costretti a tornare a casa alle 6 di sera, se va bene, e riprendere a studiare. Senza nemmeno un po’ di tempo libero”.

Non solo, ma per la segretaria organizzativa della Uil scuola, “gli istituti scolastici non sono nelle condizioni di riaprire il 7 gennaio. Mancano gli organici e le condizioni generali per poterlo fare al 100%”.

“Chiediamo al prefetto Giovanni Bruno – aggiunge Somigli – di convocare i sindaci della scuola al tavolo della prefettura. Per presentargli undici punti e discuterli in vista dell’apertura del 7 gennaio”.


Viterbo - Un'aula di studenti il primo giorno di scuola

Viterbo – Un’aula di studenti


I punti che “la Uil scuola propone al prefetto, condivisi – ha detto la segretaria organizzativa – anche dagli altri sindacati”, sono i seguenti. Silvia Somigli li elenca uno per uno.

1. Prevedere il rientro al 50 % con un solo turno d’ingresso e/o comunque con i turni già adottati, anche dopo il 15 gennaio; 2. Mantenere almeno fino al 15 gennaio un solo turno d’ingresso e/o comunque i turni già adottati (compreso settimana su 5gg) per poi eventualmente passare, dopo il monitoraggio della pandemia alla prima settimana di scuola, al 75% con doppi turni d’ingresso invertendo la percentuale e quindi avere più tempo per la riorganizzazione; 3. Posticipare gli ingressi delle attività produttive e apertura uffici pubblici e privati, ad esclusione ovviamente delle scuole e sanità, alle ore 10.00/11.00 in modo da lasciare l’utilizzo esclusivo o quasi dei mezzi di trasporto agli studenti. Questo permetterebbe di aumentare ulteriormente la percentuale d’ingresso tra le 8 e le 9 (come attualmente nella maggior parte delle scuole, soprattutto dopo questa nuova rimodulazione); 4. Invertire la percentuale rispetto alla nota Usr Lazio e quindi 60% h.8 e 40% h. 10; 5. Prevedere l’ingresso degli istituti tecnici e professionali alle 8 e dei licei alle 10; 6. Prevedere deroghe sulle singole realtà territoriali dovute alle criticità rispetto ai trasporti; 7. Ridurre l’ora di lezione in modo di anticipare l’orario di uscita di circa 1 ora agli studenti e al personale e quindi permettere di rientrare in orario consono da poter effettuare lo studio a casa e preparare le lezioni del giorno successivo, ovviamente senza alcun recupero per studenti e docenti. Tale provvedimento ridurrebbe anche il lavoro straordinario del personale Ata e la necessità di ulteriore organico aggiuntivo; 8. Lasciare la possibilità alle singole istituzioni scolastiche di strutturare l’orario su 5 o 6 giorni; 9. Potenziamento del tracciamento e sorveglianza sanitaria delle Istituzioni scolastiche anche con presidi sanitari per distretto e corsie preferenziali per i tamponi per tutta la comunità scolastica; 10. Possibilità di anticipare il vaccino al personale scolastico; 11. Aggiornamento e potenziamento del protocollo sulla sicurezza”.

Daniele Camilli


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31 dicembre, 2020

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