Feliz Rodolfo Castillo col difensore Samuele De Santis
Viterbo – (sil.co.) – Babele bis, di nuovo alla sbarra Feliz Rodolfo Castillo. Va avanti il secondo processo nell’ambito della stessa maxi inchiesta antidroga a carico dell’ex giocatore di baseball Feliz Rodolfo Castillo. Anche se per il difensore Samuele De Santis, che ieri ha sollevato l’eccezione davanti al giudice Giacomo Autizi, si tratta di un caso lampante di “ne bis in idem”. Locuzione latina per dire che una persona non può essere giudicata due volte per gli stessi fatti. Nel frattempo l’ex atleta, all’epoca poco più che trentenne, nel 2021 compie 40 anni.
Si tratta del processo ai tredici imputati del secondo filone dell’inchiesta della pm Paola Conti contro il dilagare del fenomeno dello spaccio in centro, gestito da dominicani e tunisini che si servivano di “custodi” italiani tra il Sacrario, San Faustino e piazza della Rocca. Tra gli acquirenti anche personaggi della “Viterbo bene”. Ieri è stato il giorno dell’ammissione delle prove.
Tra gli indagati, per essersi prestata a custodire la droga, oltre un etto di cocaina nascosto in un trolley, una sessantenne viterbese, passata alla storia delle cronache giudiziarie del capoluogo col nomignolo di “nonna coca”.
Al termine dell’udienza sono venuti meno i soli due indagati italiani. Sono un cinquantenne di Viterbo, che ha ottenuto di poter accedere al rito alternativo del patteggiamento (che gli permetterà di uscire dal processo con lo sconto di un terzo della pena) e un quarantenne di Ischia di Castro cui, come ha fatto notare il difensore Fabrizio Ballarini, nessun fatto viene contestato nel capo d’imputazione, dichiarato per lui nullo e rinviato dal giudice alla procura per le eventuali correzioni.
Operazione Babele – La droga sequestrata
I primi quattro testimoni dell’accusa saranno sentiti il prossimo 13 maggio. Intanto per quella data, a distanza di oltre sette anni dal blitz del 19 maggio 2014 per fatti risalenti all’anno precedente, dovrebbero scattare anche le prime prescrizioni.
Tra gli imputati, una decina dei quali originari di Santo Domingo, spicca dunque ancora una volta l’ex giocatore di baseball dominicano Rodolfo Feliz Castillo, 40 anni, il più noto degli arrestati nel maxi blitz antidroga del 19 maggio 2014 sfociato nelle 32 misure di custodia cautelare disposte dal gip Francesco Rigato.
Sarebbero finiti nel mirino del sostituto procuratore Paola Conti in seguito alle sommarie informazioni rilasciate dai “clienti”. Consumatori più o meno abituali di cocaina, che in alcuni casi, avendo disponibilità di denaro, avrebbero comprato anche ingenti quantità di droga.
Gli investigatori la chiamarono operazione “Babele”, dalla mescolanza di etnie che ne veniva fuori: dominicani e tunisini, ma anche una decina di italiani, quasi tutti viterbesi doc.
L’inchiesta sarebbe per l’appunto partita dall’arresto di una sessantenne del capoluogo, beccata con oltre un etto di cocaina nascosta in un trolley, passata alla storia col nomignolo di “nonna coca”. Sarebbe stata tra gli italiani “compiacenti”, assoldati dai dominicani per poche lire, per custodire la droga in attesa della vendita.
Gnocchi o occhiali per dire cocaina, nel linguaggio criptico delle intercettazioni. Tra i sequestri effettuati nel corso delle indagini, da segnalare quello record eseguito dalla Polfer di oltre tre etti di cocaina suddivisa in 30 ovuli destinati al mercato viterbese. La droga sarebbe arrivata a Viterbo da Perugia.
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