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Tribunale - Rischia la falsa testimonianza - Imputati tre gradolesi e un francese a cui avrebbero detto "levati pollo"

Rissa in piazza dopo il pranzo del Purgatorio, la testimone va nel pallone

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Gradoli – (sil.co.) – Rissa in piazza dopo il pranzo del Purgatorio, la testimone va nel pallone. E’ una donna di Gradoli, che adesso rischia di venire indagata per falsa testimonianza.

E’ il processo che si è aperto il 26 febbraio 2020, nel giorno in cui in il noto evento del mercoledì delle ceneri di Gradoli è stato rinviato in via prudenziale a causa delle notizie poco confortanti che arrivavano sul fronte del Coronavirus. Non era ancora stato varato nemmeno il primo Dcpm, ma la domenica precedente era già saltato il carnevale di Venezia. Poi è arrivato il lockdown e il processo, che sarebbe dovuto riprendere il 25 marzo, è rimasto in sospeso fino a ieri a causa dell’accumularsi di rinvii dovuti al Covid.

Tutto sarebbe partito da un diverbio, che ha fatto finire davanti al giudice Silvia Mattei tre persone del posto e un francese cui avrebbero detto “levati pollo”. Lo straniero, che avrebbe avuto la peggio nella colluttazione che ne sarebbe scaturita, è anche parte civile con l’avvocato Maria Cristina Pepe.

Era il tardo pomeriggio del 18 febbraio 2015 quando, terminati da poco i festeggiamenti, sarebbe esplosa la rissa, col francese che aveva preso parte al tradizionale pranzo del Purgatorio cui, prima dello stop della pandemia, partecipavano ogni anno circa duemila commensali giunti da ogni dove. 


– “Levati pollo” a un francese, dopo il pranzo del Purgatorio scoppia la rissa


Ieri è stata ascoltata una trentenne che, fin dalle prime battute dell’interrogatorio, condotto sia dal pm che dalla stessa giudice, ha fornito una versione completamente diversa rispetto alle sommarie informazioni rilasciate nell’immediato ai carabinieri della stazione di Gradoli, tanto che è stata disposta la trasmissione degli atti in procura perché venga valutato se siano ipotizzabili a suo carico reati come la falsa testimonianza. 

Completamente nel pallone, tra un’infinita serie di “non ricordo”, ammettendo infine che i genitori sono amici di famiglia di uno degli imputati, ha faticato a ricostruire cosa ha visto quella sera. In pratica ha confermato soltanto che c’era una folla di persone: “Certo non si abbracciavano, penso ci fosse una lite”.

Ha negato di aver detto che uno dei gradolesi “percuoteva e veniva percosso” dallo straniero e anche che la compagna di quest’ultimo era stesa a terra. Ha anche negato di avere detto che il fratello e il padre di uno degli imputati sono intervenuti per dividere, mentre la lite era in corso. Ha insistito che lei stava andando a prendere la macchina e non guardava, poi ha dovuto dire che in realtà è passato a prenderla l’allora fidanzato, ora marito, col furgone. “E’ perché ho la memoria corta”, ha detto quando la contraddizione è venuta a galla. 


Pranzo del Purgatorio (foto di repertorio)

Pranzo del Purgatorio (foto di repertorio)


Sul posto sono intervenuti ambulanza e carabinieri. Secondo i tre gradolesi, sarebbe stato il francese a cominciare, completamente ubriaco per le abbondanti libagioni, mentre la folla defluiva dopo la festa. Gli imputati del posto avrebbero fatto parte di una comitiva di sette ragazzi che rientravano a casa a piedi dopo avere preso parte al Pranzo del Purgatorio.

“Camminavamo lungo la via, quando un ubriaco che parlava con accento francese ha cominciato a inveire venendo contro di noi e un amico gli ha risposto ‘levati pollo’. Quando si è sentito dire ‘pollo’ si è fatto sotto, si sono spinti ed è caduto. E’ stato il francese a cominciare, poi c’è stata una mezza zuffa, ma è durata un attimo”, ha detto l’anno scorso un 26enne.

“A un certo punto sono intervenuti degli adulti, per cui mi sono allontanata. Ripassando dopo un po’ ho visto il francese seduto sul muretto con la ragazza, che sanguinava, ma non voleva essere aiutato. Allora abbiamo chiamato l’ambulanza, ma lui non voleva salire, si buttava per terra, inciampava”, ha invece raccontato una 27enne.

E’ stato inoltre sentito il figlio 29enne di uno degli imputati, un cinquantenne, intervenuto solo per riportare la calma, essendo i disordini esplosi proprio sotto la loro abitazione. “Sembrava una guerra, c’era il bordello”, ha detto il giovane, sceso in piazza assieme al genitore. “Mio padre ha solo parato con le mani un destro che il francese gli ha sferrato in piena faccia mentre cercava di calmarlo. C’era la calca e il francese, ubriaco all’ennesima potenza e completamente fuori di testa, si buttava per terra. Dalla sbornia che aveva, penso fosse stato al Pranzo del Purgatorio. Aveva già il volto insanguinato e urlava. Mio padre cercava di portarlo da una parte, mentre gli altri si sparpagliavano. Ma lui gli ha tirato un pugno perché non voleva, poi è cascato di nuovo, perché non stava dritto, e gli si è fatta di nuovo attorno la folla”, ha proseguito  il testimone, tentando di descrivere la scena. 

Il processo, dopo l’udienza di ieri, riprenderà il prossimo 3 novembre. 


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4 febbraio, 2021

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