Marijuana – Foto di repertorio
Grotte di Castro – (sil.co.) – Spiato da un carabiniere con un binocolo mentre armeggiava con alcune piante di marijuana su un terreno scosceso, un presunto spacciatore è stato condannato a un anno e quattro mesi. Imputato un padre di famiglia incensurato, che ha rischiato di venire condannato a 4 anni di reclusione e 16mila euro di multa per coltivazione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
La vicenda risale a giugno di cinque anni fa, quando l’uomo, residente vicino alla caserma di Grotte di Castro, fu sorpreso con 16 piante di varia altezza di cannabis, delle piante sradicate appese ad essiccare sulla trave di un casaletto, un barattolo contenente 95 semi in garage e un altro barattolo in bella vista sulla scrivania dell’abitazione, accanto al computer, contenente foglie triturate.
In totale circa sei etti di stupefacente, 607 grammi, abbastanza secondo le analisi del laboratorio del Ris per ricavare 4.802 dosi.
Conclusione contestata dall’avvocato Angelo Di Silvio: “Sappiamo che è stata fatta una campionatura. Ma di cosa? Delle foglie essiccate, delle piante, dei semi? – ha detto, ricordando – il mio assistito è un incensurato, un padre di famiglia, mai visto prima di quell’unica volta a curare piante di marijuana su quel terreno impervio di non si sa chi, uno che teneva le foglie triturate a casa in bella vista… “.
Alla fine il giudice Giacomo Autizi, a fronte dei quattro anni di reclusione chiesti dall’accusa, ha condannato l’imputato a un anno e quattro mesi (e 4mila euro di multa), concedendo il beneficio della sospensione condizionale della pena.
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