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Primo giorno del nuovo lockdown - Viterbo - Antonio Di Stefano, uno dei titolari dell'Ad Grafica in via Mazzini - FOTO E VIDEO

“Bisogna tornare a vivere il prima possibile”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “E’ fondamentale riconquistare la libertà personale. Bisogna ritornare a vivere. Il prima possibile. E a ristabilire contatti umani”. Lo dice forte e chiaro. Antonio Di Stefano. Lui, è uno dei titolari dell’Ad Grafica. Venticinque anni di attività alle spalle. Primo giorno del nuovo lockdown. In via Mazzini a Viterbo. Lazio zona rossa. Status condiviso con altre 10 regioni in tutt’Italia. Almeno fino alla settimana di Pasqua. Poi se ne riparla.


Viterbo - Antonio Di Stefano di Ad Grafica

Viterbo – Antonio Di Stefano di Ad Grafica


“Il distanziamento sociale è l’ultima cosa che dobbiamo mettere in atto – aggiunge Di Stefano -. Va bene tutto, ma il prima possibile torniamo alla normalità. E’ fondamentale per la società e per la persona. E’ fondamentale per tutti”.



Via Mazzini è probabilmente la sola strada dove quasi tutte le attività sono rimaste aperte. Das un anno a questa parte. Qui ci sono infatti una macelleria, un negozio di alimentari, uno per animali e un altro per i giocattoli. C’è poi una libreria, un negozio di grafica, abbigliamento, sartoria, legatoria. Un microcosmo economico e lo specchio di quella che una volta era la vita di quartiere a Viterbo. Qui, tutti conoscono tutti e le attività commerciali che fiancheggiano la via sono quasi tutte attività storiche, che stanno lì da decenni. 


Viterbo - Via Mazzini

Viterbo – Via Mazzini


I genitori di Antonio Di Stefano hanno lavorato entrambi in questa zona. Il padre in via Mazzini e la madre in via del Giglio. Il primo come vetraio, la seconda in uno dei primissimi negozi Buffetti. Prima di vincere il concorso e andare in Banca d’Italia. Anche il figlio adesso sta in via Mazzini dopo che l’Ad Grafica ha avuto sede in via di Porta murata e via del Giglio.


Viterbo - Ad Grafica

Viterbo – Ad Grafica


“Un lockdown totalmente ingiustificato – ha sottolineato Di Stefano -. I numeri parlano chiaro. La situazione nella Tuscia, in termini di contagi, è migliore rispetto a quella di altre province”. Come se la regione Lazio fosse finita in zona rossa per errore. Un errore che, per molti, quando si parla di Tuscia diventa ingiustizia.


Viterbo - Cristina Scivola di Coccinella giocattoli

Viterbo – Cristina Scivola di Coccinella giocattoli


“Ognuno di noi ha percorso una strada importante per quanto riguarda prevenzione e consapevolezza – spiega Di Stefano -. E’ ora di ritornare alla normalità e a ristabilire contatti umani. Un diritto sacrosanto”. Altra nota dolente sono infatti i dispositivi adottati. Per un anno le attività commerciali hanno infatti rispettato tutte le regole stabilite dai vari Dpcm che si sono susseguiti. Ma il risultato, un anno dopo, è che da ieri è nuovamente ricominciato tutto da capo. In coincidenza con le settimane che portano alla Pasqua. Passaggio fondamentale dal punto di vista economico. Soprattutto per un centro storio che campa di turismo e commercio.


 

Viterbo - Coccinella giocattoli

Viterbo – Coccinella giocattoli


“Ho aperto per la prima volta questo pomeriggio (ieri ndr)”, ha detto Cristina Scivola della Coccinella, negozio di giocattoli lungo la via, di fronte alla libreria Fernandez. Dentro, giocattoli per bambini di oggi e quelli di una volta. Con tutta una sezione dedicata a costruzioni ispirate ai modelli elaborati da Leonardo, Vitruvio e altri.

“Anche per me questo nuovo lockdown non era giusto – ha poi aggiunto Scivola -. Ma sono decisioni prese dall’alto. Speriamo solo che la gente non si spaventi troppo”.


Viterbo - Cristina Arena di Zoo 2001

Viterbo – Cristina Arena di Zoo 2001


Ieri il primo giorno. Con la gente che, di fatto, chi per un motivo chi per un altro, è uscita lo stesso. Approfittando della spesa oppure del cane. Il miglior amico dell’uomo, soprattutto in circostanze come questa. Molti si sono fermati per strada a discutere, e l’argomento è stato lo stesso per chiunque ieri, mattina o pomeriggio, fosse stato in giro. Il nuovo lockdown è un lockdown ingiusto. E diverse persone sono rimaste colpite, negativamente, dalle transenne in piazza della Repubblica, successivamente rimosse dal comune che le aveva messe, per impedire a ragazze e ragazzi di fare gruppo. Un muro venuto su in una sola notte. Come a Berlino nell’agosto del ’61. 


Viterbo - Zoo 2001

Viterbo – Zoo 2001


“Non è un vero e proprio lockdown”, commenta Cristina Arena di Zoo 2001, altro storico negozio della via. “I negozi sono mezzi aperti e mezzi chiusi. Anche io, nel mio piccolo, sono aperta. Ma non vedo come questa chiusura possa essere efficace”. 


Viterbo - Zoo 2001

Viterbo – Zoo 2001


Arena può vendere croccantini, mangime e scatolette. Ma non può fare la toletta ai cani. E considerando primi caldi, parassiti e erba alta un po’ ovunque, le richieste, anche ieri, non sono mancate.

“Mi chiamano – dice Cristina Arena – perché i cani sono pieni di zecche. Ma la zona rossa mi impedisce di lavarli e l’unica cosa che posso fare e rispettare al mittente la richiesta. E tutto questo perché il governo ha messo sullo stesso piano toletta per cani e parrucchieri. Una scelta scorretta”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: Il primo giorno del nuovo lockdown – Video: “Un lockdown ingiusto”

– Buongiorno tristezza…


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16 marzo, 2021

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