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Tribunale - Lei corre a denunciarlo e i carabinieri sentono le minacce dal telefono in viva voce

Caccia la moglie che vuole lasciarlo: “Butto il cane dalla finestra e do fuoco a casa”

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Carabinieri e polizia - Immagine di repertorio

Carabinieri e polizia (immagine di repertorio)


Viterbo – (sil.co.) – “Butto il cane dalla finestra e do fuoco alla casa”. Così un cinquantenne viterbese, la cui moglie gli aveva appena annunciato la separazione, avrebbe minacciato la vittima il 28 giugno 2018, cacciandola dall’appartamento di famiglia: “Se ti ritrovo, ti butto dal terrazzo”.  

La sera stessa avrebbe sparso tutti gli abiti e gli effetti personali della donna in giro per l’abitazione, e anche sul balcone, dicendole per telefono “ci faccio un falò”. Dopo poco più di un mese, il 6 agosto, si sarebbe presentato sotto l’appartamento col furgone, distruggendole la macchina a colpi di retromarcia. 

L’uomo è finito sotto processo davanti al giudice Gaetano Mautone che ieri, alla prima udienza, ha ascoltato la versione della ex che, dopo sedici anni di matrimonio e due figli, già nel 2017 avrebbe voluto chiudere la relazione. L’ennesima presunta vittima di violenza domestica. 

“E’ sempre stato prepotente e arrogante – ha spiegato la donna – già da fidanzati era un tipo irascibile, umorale, uno che guidava la macchina in maniera spericolata per cui ti faceva stare sempre in apprensione”.

“In casa era tutto colpa mia. Ai figli diceva ‘la mamma è down, non capisce un cazzo’. Ogni occasione era buona per aggredirmi e offendermi. Era una cosa talmente continua, che a un certo punto ho cominciato a pensare di essere sbagliata io”, ha proseguito.

“Poi nel 2017 ho maturato la decisione di chiudere, lui se ne è andato per un po’, poi è tornato e ci abbiamo riprovato. Ma a giugno 2018 sono andata da un avvocato e quando gliel’ho detto è scoppiato il finimondo”, ha raccontato la presunta vittima. 

“Ha risposto che potevo andarmene in qualunque momento, ma che la casa era la sua altrimenti l’avrebbe distrutta e che se mi avesse ritrovata mi avrebbe buttata di sotto. Allora ho chiamato mio fratello e mia cognata, che sono venuti a prendermi e mi hanno detto di andare a stare da loro per qualche giorno. Mio fratello ha portato subito i figli a casa loro, mentre mia cognata mi ha accompagnata dai carabinieri”.

Erano circa le 22,30 quando sono giunti in soccorso i familiari e l’imputato aveva sparpagliato per tutta casa e sul balcone i vestiti e gli effetti personali della moglie.

“Poi ha cominciato a tempestarmi di telefonate e messaggi, insultandomi e minacciando di gettare il cane dalla finestra e di fare un falò coi miei vestiti. Io intanto ero andata a sporgere denuncia dai carabinieri, che hanno letto i messaggi e sentito le sue telefonate in diretta col viva voce”, ha spiegato l’ex moglie dell’imputato.

“Davanti ai carabinieri lui mi diceva ‘zoccola’, ‘mignotta’, ‘do fuoco all’appartamento’, ‘faccio il cinema nel quartiere’. Dopo tre giorni siamo tornati a casa grazie all’intercessione del più grande dei nostri figli,  poi all’inizio di agosto mi ha distrutto la macchina col furgone in retromarcia”, ha concluso. 

Il processo riprenderà il 3 dicembre per sentire i testimoni della difesa. 

 


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5 aprile, 2021

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