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Tribunale - Denunciato dalla mamma di una bambina disabile conosciuta su Facebook - Su un hard disk 1705 immagini e 75 video di adulti con minori

Pedopornografia, impiegato cinquantenne dell’Inps condannato a 4 anni

di Silvana Cortignani
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Abusi su minori (foto generica)

Abusi su minori – Foto d’archivio


Bassano in Teverina – Pedopornografia online, condannato a quattro anni di reclusione e seimila euro di multa l’impiegato dell’Inps 53enne di Bassano in Teverina, B.B., arrestato il 22 aprile 2015 in seguito alla denuncia alla guardia di finanza della mamma di una bambina disabile.

La misura di custodia cautelare nel carcere di Mammagialla fu disposta dal gip Elvira Tamburelli del tribunale di Roma, anche alla luce di una precedente condanna per fatti analoghi relativi alla pedopornografia online.

La mamma, una donna d’origine siciliana conosciuta nel 2014 su Facebook, era ospite a casa dell’imputato, che si era offerto di aiutarla nel disbrigo delle pratiche per la pensione di invalidità della figlia, trovando anche un posto per la bambina a Villa Buon Respiro.

Fino a quando non ha trovato una chat rimasta aperta sul computer dell’uomo e si è trovata davanti le immagini agghiaccianti di adulti che compivano atti sessuali con minori.

“C’erano uomini nudi, erano foto pornografiche. Mi è rimasto impresso un bambino, che era vicino alle parti intime di un adulto”, ha detto la testimone all’udienza dell’11 febbraio 2019. Poi le chat su Skype: “Lui parlava con uno e gli scriveva che alla stazione Termini di Roma aveva visto quattro ragazzine non italiane e che le seguiva da tempo, cercando di agganciarle”.


Il sostituto procuratore Michele Adragna

Il sostituto procuratore Michele Adragna


Su un hard disk 1705 immagini e 75 video

Il primo aprile 2015 gli agenti del compartimento di polizia postale e delle comunicazioni di Roma, in collaborazione con la sezione di polizia postale di Viterbo, misero a segno un doppio blitz, uno nell’ufficio dell’Inps di Roma dove l’imputato lavorava e l’altro nella sua abitazione di Bassano in Teverina, sequestrando tre computer. Su un hard disk circa 1800 file, 1705 immagini e 75 video, dal contenuto pedopornografico.

“Abbiamo accertato tre reperti con foto e filmati archiviati in specifiche cartelle, una sul desktop, mentre le altre due erano cartelle comuni sulle chat Skype e Messenger – ha spiegato, sempre all’udienza dell’11 febbraio 2019 un poliziotto – materiale pedopornografico scaricato in parte da eMule e in parte ricevuto da Skype, mentre della parte archiviata sulla cartella sul desktop non era possibile risalire alla provenienza”.

“Un numero impressionante di foto e video dai contenuti raccapriccianti, cento su una scala da 1 a 100, tanto che gli è stata contestata, oltre alla continuazione e alla recidiva, anche l’aggravante dell’ingente quantità”, ha detto durante la discussione il pm Michele Adragna, sottolineando oltre alla detenzione del materiale pedopornografico anche le chat su Skype relative alla condivisione e chiedendo una condanna in primo grado a quattro anni e sei mesi di carcere e a una multa di seimila euro. Il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, sentito il difensore Pietro Pesciaroli, ha poi praticato all’imputato uno sconto di sei mesi, riconoscendo la continuazione, ma escludendo la recidiva. 

Silvana Cortignani


Articoli: Centinaia di video e foto pedopornografiche sul computer di un impiegato, slitta la sentenza – Foto e video pedopornografici, impiegato Inps a processo – Un hard disk pieno di foto e video pedopornografici


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19 maggio, 2021

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