Viterbo – Corsisti “oss” ricattati, condannato a 3 anni e 5 mesi di reclusione per estorsione il presidente della Fondazione Omnia, Paolo De Angelis. L’accusa aveva chiesto tre anni e duemila euro di multa.
Si è chiuso così ieri davanti al giudice Elisabetta Massini il processo a Paolo De Angelis, il 57enne finito sei anni fa per questa vicenda al centro di interrogazioni, sia in comune che in regione.
Una ventina le parti offese che, tra il 2014 e il 2015, hanno frequentato i corsi per operatori sociosanitari organizzati dalla onlus in partenariato con la Asl di Viterbo e l’autorizzazione della regione Lazio.
Dominga Martines, avvocato di parte civile con la collega Federica Brugoni
Il reato contestato a De Angelis, come chiesto dalle parti civili, è stato riqualificato da tentata estorsione a estorsione consumata.
E l’imputato è stato condannato- oltre che a 3 anni e 5 mesi di reclusione in primo grado – anche a una multa di 1200 euro, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, al pagamento di oltre 7mila euro di spese legali alle avvocatesse delle tre parti civili, Federica Brugoni e Dominga Martinez, nonché al risarcimento delle vittime da quantificare in sede civile.
Il presidente della Fondazione Omnia è stato rinviato a giudizio dal gup Francesco Rigato, in base alle indagini successive all’esposto presentato il 13 maggio 2015 dai partecipanti al Corso di formazione professionale per operatore sociosanitario che si è tenuto dal marzo 2014 al marzo 2015, a Viterbo, presso la sede di via Cardarelli dei corsi di laurea delle professioni sanitarie.
Operatori sociosanitari
Mille ore, 550 di formazione teorica e 450 di tirocinio, per ottenere il prezioso attestato che permette di cercare impiego in ospedali, asl, residenze sanitarie assistite, case di riposo, case famiglia o comunità di recupero. Il tutto al costo di 2.500 euro, dilazionati in tre rate, una da 900 e due da 800 euro.
“Il corso costava 2500 euro – hanno spiegato due ex corsiste durante il processo – pagata la prima, di 900 euro, sono iniziate le lezioni. Ma nel bel mezzo del corso un ufficiale giudiziario è venuto a dirci che dovevano versare la seconda rata, da 800 euro, a una cooperativa con cui Omnia era indebitata. Allora si presentò in classe il presidente Paolo De Angelis, dicendoci, con tono minaccioso, che chi non avesse pagato la rata di 800 euro alla Fondazione sarebbe stato sospeso dal corso. E noi pagammo. Nonostante il giudice delle esecuzioni avesse disposto diversamente”.
“Ci fecero firmare un documento in cui dicevamo di non avere altri ‘debiti’ con Omnia. Ma passato quasi un anno, alla vigilia degli esami, Paolo De Angelis ci disse che se non avessimo pagato anche la terza rata di 800 euro alla Fondazione, sarebbero saltati gli esami finali per il conseguimento dell’attestato di operatore sociosanitario”.
“Gli esami furono rimandati un paio di volte e alla fine, solo dopo avere bussato a comune, Asl, ministero e procura, siamo riusciti a sostenerli. Alla presenza della guardia di finanza”, ha spiegato una delle parti civili.
Dopo gli esami finali, che si sono svolti il 21 e 22 maggio 2015, l’imputato avrebbe inoltre consegnato i relativi diplomi – necessari la partecipazione a concorsi pubblici – soltanto il 29 gennaio 2016 e soltanto a seguito di versamento da parte dei corsisti del saldo prezzo che costituiva “deposito fiduciario cauzionale”.
Silvana Cortignani
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