Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Il 26enne era accusato di averle ceduto 750 euro di hashish da spacciare

Morte di Laura Chirica, assolto con formula piena operaio di Civitella

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Laura Chirica

Laura Chirica


Viterbo – Morte di Laura Chirica, assolto con formula piena “Tossichello”. Non era il suo pusher.

Secondo l’accusa “Tossichello” era il nomignolo con cui la 17enne d’origine moldava di Orvieto precipitata il 14 febbraio 2017 da un palazzo di Roma avrebbe chiamato in chat il 26enne viterbese accusato di averle ceduto pochi giorni prima un panetto di hashish da spacciare per un valore di 750 euro e 30 grammi per uso personale. 

Lui è l’operaio di Civitella d’Agliano arrestato il 27 febbraio di quattro anni fa dai carabinieri di Montefiascone per spaccio, che avrebbe invece salvato come “Scemotta” sul cellulare il contatto della ragazza.

Ieri il pubblico ministero Chiara Capezzuto ha chiesto che l’imputato venisse condannato a una pena di due anni di reclusione e seimila euro di multa per spaccio a minori, ritenendo provata la colpevolezza in base alle testimonianze di un’amica e della sorella della ragazza e alle indagini incrociate che hanno coinvolto investigatori di Perugia, Viterbo e Roma, dove la morte della Chirica è stata archiviata come suicidio. 

Non per la madre Ana, secondo cui la figlia, che lei chiama ancora affettuosamente Lally, è stata uccisa. Del caso si è occupato più volte “Chi l’ha visto?”.

“In base alle conversazioni su WhatsApp tra ‘Scemotta’ e ‘Tossichello’ – ha sottolineato la pm – emerge che l’imputato le avesse consegnato lo stupefacente da spacciare concordando che lei gli avrebbe dato 750 euro dopo averlo venduto. Ed emergono anche le difficoltà della ragazza nel collocare la droga sul mercato, tanto che lui la rassicura e le dice che ci riuscirà”.

Il difensore Marco Valerio Mazzatosta, chiedendo l’assoluzione, ha parlato di “ennesimo caso di droga parlata”, ha contestato la perizia del Ris sul telefonino sequestrato a suo tempo all’imputato per non avere verificato l’identità dei nomi riportati e ha puntato il dito contro “l’onda lunga suggestiva del clamore televisivo suscitato dalla vicenda della morte di Laura Chirica”.

Dopo una breve camera di consiglio il collegio ha assolto il 26enne in primo grado con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste, ovvero con formula piena. 


Marco Valerio Mazzatosta

L’avvocato Marco Valerio Mazzatosta


Le tappe della vicenda

Il 27 febbraio di quattro anni fa, l’imputato fu bloccato in flagranza presso l’area di servizio sulla Umbro-Casentinese dove avrebbe fatto contemporaneamente il benzinaio e lo spacciatore. Addosso gli trovarono 4 dosi di hashish per un totale di 10 grammi. Nella sua abitazione, all’interno di un marsupio consegnato ai militari dallo stesso indagato, altri 150 grammi di hashish, divisi in tre panetti più il materiale per il confezionamento della droga. 

Gli investigatori hanno rinvenuto un foglietto manoscritto con nomi di persone e cifre relative alla cessione di stupefacenti, più delle chat WhatsApp sul cellulare sequestrato aventi per oggetto la cessione di droga. Dal telefono sono state estrapolate 19 immagini dell’imputato e altre persone alle prese con lo stupefacente e 15 chat. 

Il presunto scambio di messaggi tra Laura e il 26enne di Civitella D’Agliano sarebbe andato dal 19 dicembre 2016 al 14 febbraio 2017. L’ultimo la mattina di quello che secondo gli inquirenti è stato un suicidio. Una chat passata, nel corso delle indagini sulla morte della 17enne, dai carabinieri di Montefiascone alla polizia di Orvieto e poi al commissariato romano di Porta Pia. 

Silvana Cortignani


Articoli: Morte di Laura Chirica, la perizia del Ris non chiarisce se sia lei “Scemotta” – Sotto la lente del Ris la chat Whatsapp tra “Leo” e “Scemotta” – “Scambio di messaggi col pusher la mattina in cui è precipitata dal settimo piano” – Hashish alla 17enne di Orvieto morta a Roma, giovane a processo – Beccato con 150 grammi di hashish, arrestato


Condividi la notizia:
10 giugno, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/