Vitorchiano – (sil.co.) – Furto in sacrestia sventato dalle suore a Vitorchiano: “Pensavamo che fosse in chiesa per pregare…”.
In manette, in base ai precedenti, sarebbe finito un “ladro di elemosine” professionista, uno specialista delle razzie nei luoghi di culto. E’ stato acciuffato grazie al loro inseguimento.
Era un giovedì pomeriggio di inizio autunno di tre anni fa, il 4 ottobre 2018, quando suor Teresina e una consorella si sono dirette verso la chiesa di Sant’Amanzio, nel centro storico del piccolo borgo della Tuscia, per preparare la messa.
Vitorchiano
“Entrando nella chiesa buia, abbiamo visto un ragazzo col capo chino e abbiamo pensato che fosse lì per pregare. Ma quando gli abbiamo detto ‘buonasera’, lui è scappato via velocemente”, ha raccontato la stessa suor Teresina, sentita come testimone al processo davanti al giudice Francesco Rigato in cui un giovane, difeso dagli avocati Paolo Delle Monache e Simona Mancini, è imputato di tentato furto aggravato.
“Un attimo dopo abbiamo fatto per aprire con la chiave la porta della sacrestia e ci siamo accorte che era stata forzata, vedendo che per terra, sotto l’uscio, c’era una specie di grimaldello, lungo 25 centimetri con la punta a uncino. Allora siamo uscite di corsa dalla chiesa e ci siamo messe a inseguire il ragazzo, vedendolo entrare nella vicina chiesa di Santa Maria Assunta”, ha proseguito.
Le suore, a quel punto, hanno dato l’allarme: “Abbiamo avvertito la vigilessa che era sulla piazza, che a sua volta ha chiamato un collega. Quando è uscito dalla chiesa è stato bloccato, poi sono venuti i carabinieri che lo hanno arrestato”, ha concluso la religiosa.
Con le due suore si è complimentato uno dei militari della stazione di Vitorchiano intervenuti sul posto, anche lui sentito come testimone. “Le suore hanno avuto la lucidità di seguire l’aspirante ladro non appena hanno capito che non era lì per pregare, sono state loro a darci gli indizi essenziali”, ha sottolineato il carabiniere.
“Quando lo abbiamo fermato, non aveva documenti – ha quindi spiegato – ma lo abbiamo identificato lo stesso, tramite la banca dati Afis, scoprendo che ha una serie di precedenti specifici proprio all’interno di chiese”.
Il processo riprenderà il 21 aprile per sentire la vigilessa e la sentenza.
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