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Bomarzo - Armato di bastone avrebbe colpito la donna alle gambe e intimato al compagno: "Vattene sennò ti ammazzo"

L’amica si fidanza, lui piomba in camera della coppia e li minaccia di morte

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Bomarzo – (sil.co.) – La sua migliore amica si fidanza, piomba in camera della coppia e li minaccia di morte.

Per la precisione, sarebbe piombato in casa nel cuore della notte e, quando ha trovato l’amica in camera da letto con l’altro, avrebbe colpito lei con un bastone e minacciato di morte il rivale: “Vattene sennò ti ammazzo”.

Ma l’aggressore, che sarebbe stato anche il padrone di casa, non sarebbe stato un innamorato deluso, bensì un uomo geloso del fatto che la sua migliore amica frequentasse uno che non gli piaceva.


Carabinieri

Carabinieri


E’ successo nella primavera di due anni fa a Bomarzo. Erano circa le tre della notte tra il 12 e il 13 aprile 2019 quando la donna avrebbe chiamato disperata il 112.

“Era una seconda casa – ha spiegato uno dei carabinieri accorsi sul posto al processo davanti al giudice Francesco Rigato in cui il padrone di casa è imputato di minacce e lesioni – solo camera e cucina erano arredati, ma era tutto a soqquadro e coperto di polvere, come se da tempo non ci fosse passato nessuno”.

“Dalla sala operativa ci hanno detto di una richiesta di aiuto non chiara giunta da una voce femminile, presumibilmente per un caso di violenza di genere, abbiamo pensato a una donna malmenata, ma non sapevamo cosa avremmo trovato”, ha spiegato.

Sulla piazza del paese, dove sarebbe regnato il più assoluto silenzio, la pattuglia ha intercettato l’uomo che sarebbe stato minacciato di morte mentre si trovava con la donna in camera da letto. “Lo abbiamo fermato e ci ha indicato l’abitazione da cui era uscito, sulla cui porta si è presentato l’attuale imputato che però non dava spiegazioni e non voleva farci entrare”, ha proseguito il testimone. 

All’interno i carabinieri hanno trovato la donna ancora in camera da letto: “Era sdraiata sul letto ed era  coperta fino a sopra il viso, come se volesse nascondersi. Non rispondeva, era terrorizzata”.

“Con molte difficoltà ci ha detto che era stata colpita alle gambe con un bastone dall’uomo che ci aveva aperto, che sarebbe stato un suo amico. Noi abbiamo cercato l’arma, ma non abbiamo trovato alcun bastone e niente di simile. Allora, visto lo stato della donna, abbiamo chiamato il 118 e attivato il codice rosa”.

La presunta vittima, sentita anche lei in tribunale, ha negato che ci fosse un bastone, ammettendo solo le minacce rivolte dall’imputato all’uomo che era con lei: “Vattene sennò ti ammazzo”.

A detta sua, l’aggressore sarebbe stato solo un amico che la stava aiutando in un periodo di difficoltà, nella cui seconda casa si sarebbe recata con l’altro uomo con cui invece stava allacciando una relazione. 

Il movente sarebbe stato la gelosia: “Non perché tra me e l’imputato ci fosse qualcosa, ma perché lui riteneva che l’uomo che avevo iniziato a frequentare non fosse la persona giusta per me e per questo non voleva che uscissi con lui”, ha spiegato la parte offesa. 

Per sbrogliare l’ingarbugliata matassa e chiarire sia la dinamica dell’episodio che il movente, il processo è stato rinviato al 28 aprile, quando sono previste anche la discussione e la sentenza.


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28 ottobre, 2021

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