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Tribunale - La difesa chiede di sapere quando e su indicazione di chi la donna contattato il centro antiviolenza

Lo accusa di stalking nei locali della movida, vittima riascoltata in aula

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Viterbo – (sil.co.) – Movida viterbese movimentata dalla fine della relazione tra un professionista e una musicista, prima di chiudere l’istruttoria del processo in cui l’uomo è imputato di stalking è stata riascoltata in aula la vittima. Nel frattempo sono passati 6-7 anni da quei mesi turbolenti. 

E’ stato il difensore Marco Sabatini a chiedere di sentire la parte offesa, per chiarire alcuni dubbi su quando e su indicazione di chi la donna, che si è costituita parte civile, abbia deciso di rivolgersi al centro antiviolenza Erinna, anch’esso parte civile al processo.

La presunta vittima ha chiuso lei la relazione, a dicembre 2014. “A febbraio 2015 – le ha ricordato il legale dell’imputato – ha presentato un’istanza d’ammonimento che a marzo è stata respinta dal questore, dopo di che ha sporto denuncia. Ci risulta che un’amica che già si era rivolta a Erinna, le abbia consigliato di contattare il centro antiviolenza”.

“Io ho sporto denuncia perché, quando è stato respinto l’ammonimento, lui, che durante il mese in cui il provvedimento è rimasto in sospeso era stato fermo, si è ripresentato il giorno stesso che è stata rigettata l’istanza. Mi ha perseguitata per due anni, fino a ottobre 2016, quando l’ho denunciato per stalking”, ha spiegato la ex.

Sono bastati pochi minuti, dopo di che il processo è stato rinviato dal giudice Francesco Rigato al 24 marzo per la discussione e la sentenza.


Violenza di genere - Foto di repertorio

Violenza di genere – immagine di repertorio


Vittima perseguitata nei locali della movida

La coppia sarebbe stata insieme circa un anno e mezzo, tra il 2012 e il 2014. L’imputato, che non si sarebbe arreso, avrebbe continuato a perseguitare la ex, piombando in tutti i locali frequentati dalla donna, a partire dai bar più modaioli del centro, intrufolandosi tra gli appassionati dell’aperitivo e del dopo cena. E prendendosela anche con la sua migliore amica, presa per i capelli in un pubblico esercizio del centro storico: “Non fai niente per farci tornare insieme”. 

La sua presenza costante, in concomitanza con quella della ex e dei suoi amici, non sarebbe stata un caso, secondo l’accusa. Anche se l’uomo, finito sotto processo per stalking, come ha fatto notare durante il processo la difesa, avrebbe dalla sua parte le molte frequentazioni tra il popolo della movida.

Oltre alla ex, l’imputato avrebbe perseguitato anche la sua più cara amica e il suo compagno, due medici. Oltre a tempestare entrambi di telefonate, perché convincessero la ex a rivederlo, avrebbe anche preso due volte la donna per i capelli, strattonandola in luoghi pubblici.

La presunta vittima avrebbe bloccato il numero dell’ex sul cellulare e lo avrebbe bloccato anche su tutti i social. Ma lui sarebbe riuscito lo stesso a entrare sul suo profilo Facebook con un altro account. 


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28 ottobre, 2021

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