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Tribunale - Per i giudici il fatto non sussiste - L'accusa aveva chiesto una condanna a sei anni di carcere

Accusato di violenza sessuale, assolto operatore ecologico

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Capranica – (sil.co.) – “L’ho invitato a casa per un caffè e mi ha violentata”. Presunto maniaco sessuale un operatore ecologico del comune di Capranica, sotto processo per una vicenda risalente a cinque anni fa.

Ieri l’accusa ha chiesto che l’imputato venisse condannato a sei anni di carcere, anche in virtù delle tracce di liquido seminale rinvenute dal Ris su una coperta sequestrata in casa della vittima. Era il 30 ottobre 2016, una domenica mattina. Ma le generiche tracce di liquido seminale maschile isolate dalla scientifica dei carabinieri non sono bastate. Il  collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco ha infatti assolto l’imputato che, cinque anni dopo la denuncia, è stato prosciolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. 

Parte offesa, ma non parte civile al processo, una badante quarantenne originaria dell’Uganda, che avrebbe familiarizzato con l’imputato, difeso dall’avvocato Luca Nisi, alla fermata del bus che la donna prendeva tutte le mattine per recarsi a Roma per lavoro, mentre lui era intento a spazzare le strade del paese.


Violenza (Immagine di repertorio)

Violenza – Immagine di repertorio


“Me lo sono trovato davanti completamente nudo”

La vittima si sarebbe fidata ad aprire la porta di casa all’uomo, anche se non ne sapeva neanche il nome. Lui le aveva chiesto di andare a casa sua a prendere un caffè e lei lo aveva invitato una domenica mattina. L’unico giorno libero dal lavoro. 

“E’ arrivato prima del previsto, io ero ancora in pigiama. Ho messo la caffettiera sul fuoco e sono andata in bagno a lavarmi il viso”, ha spiegato la quarantenne ala prima udienza del processo, il 15 settembre 2020.

“Quando sono uscita dal bagno, me lo sono trovato davanti completamente nudo. L’ho invitato rivestirsi e andare via, perché non l’avevo invitato per fare sesso, ma solo per prendere un caffè e parlare”, ha proseguito la vittima.

“Ci vedevamo tutte le mattine presto in piazza, mentre aspettavo il pullman per andare a lavorare a Roma e lui faceva le pulizie per il comune. Mi sembrava una persona di cui potersi fidare. Credevo davvero che lui volesse solo prendere un caffè per conoscerci meglio”, ha spiegato.


Articoli: Sale in casa per un caffè e la violenta… – Violentata in casa da uno sconosciuto: “Me lo sono trovato davanti completamente nudo”


“Non devi dire niente a nessuno”

“Lui mi ha risposto ‘non ho tempo’, mi ha trascinata sul letto, mi ha sfilato i pantaloni del pigiama e le mutandine, è salito sopra e mi ha cavalcata, nonostante gli avessi detto che avevo le mestruazioni. Mi sono dibattuta, ma non ho urlato, perché tanto la casa era isolata e poi mi sono detta che se avessi gridato, mi avrebbe fatto più male”, ha proseguito.

“Mi ha penetrata, ma non del tutto, perché io mi dibattevo e scalciavo per allontanarlo. Ha avuto uno spasmo e si è alzato, dopo di che ne è andato, intimandomi ‘non devi dire niente a nessuno’“, ha concluso la donna. 


 “Tracce di liquido seminale sul piumone del letto”

La quarantenne ha sporto denuncia dopo una decina di giorni perché aveva paura per la sua incolumità. “Mi ha incoraggiata una barista del paese con cui avevo stretto amicizia. Le ho raccontato cosa mi era successo e lei mi ha consigliato di andare dai carabinieri”.

“Quando la signora ha sporto denuncia, abbiamo disposto il sequestro del pigiama, degli slip, delle lenzuola e della coperta del letto, inviando tutto al Ris di Roma per la ricerca di eventuali tracce biologiche”, ha spiegato l’ex comandante della stazione Filippo D’Angelo. 

“Solo sul piumone del letto abbiamo trovato tracce di liquido seminale di soggetto ignoto, ma nessun genotipo interpretabile”, ha spiegato il maresciallo della sezione biologia del reparto investigazioni scientifiche che ha depositato la sua relazione in tribunale il primo agosto 2018.


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24 novembre, 2021

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