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Tribunale - Le otto parti civili pronte a chiedere risarcimenti per 5 milioni di euro al promoter e anche alla banca - Tra le vittime insegnanti e anche un'anziana ultraottantenne amica di famiglia

Risparmiatori truffati da broker, penale prescritto ma la causa prosegue in sede civile

di Silvana Cortignani
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Guardia di finanza

Guardia di finanza


Nepi – Risparmiatori truffati dal family banker, l’imputato si salva dal rischio di incorrere in una condanna penale grazie alla prescrizione, ma il processo proseguirà in sede civile per il risarcimento delle vittime. Le otto parti civli pronte a chiedere indietro oltre 5 milioni di euro.

E’ il broker nepesino Angelo Soldatelli che, in base a quanto emerso nel processo, non si sarebbe fatto scrupolo di truffare anche una utraottantenne amica di famiglia, facendola passare per investitrice intraprendente, senza farsi scrupolo di approfittare dei risparmi di una pensionata che aveva fatto solo la quinta elementare e aveva trascorso tutta la vita a prendersi cura della campagna e ad accudire gli animali. 

Soldatelli, 62 anni, promoter finanziario di Mediolanum, è stato indagato dalla guardia di finanza coordinata dalla Dda di Roma ed è finito a processo davanti al giudice Elisabetta Massini del tribunale di Viterbo per truffa aggravata dall’abuso delle relazioni derivanti dalla prestazione d’opera e dalla rilevante entità del danno patrimoniale e accesso abusivo a sistema informatico, tramite i codici e le password dei clienti.

Per Soldatelli cinque anni fa è scattata la sospensione sanzionatoria di quattro mesi dall’albo unico dei promotori finanziari. Il provvedimento è stato formalizzato dalla Consob nel maggio del 2016, la denuncia al tribunale di Viterbo risale a gennaio 2017. Risale invece a tre anni fa il rinvio a giudizio.

Una corsa contro il tempo, che lunedì si è chiusa con la prescrizione sul fronte penale, sancita dal giudice Massini, mentre l’azione proseguirà in sede civile perché le vittime possano rientrare in possesso dei soldi persi. 


L'avvocato Matteo Moriggi

L’avvocato di parte civile Matteo Moriggi


Diciotto vittime, le 8 parti civili hanno “smarrito” oltre 5 milioni di euro

Somme imponenti. L’anziana, in particolare, avrebbe perso oltre 47mila euro investiti a sua insaputa dall’imputato. Per ottenere un risarcimento dall’imputato o dalla banca, presente al processo sia come parte civile che come responsabile civile, si è costituita parte civile assieme ad altre sette delle 18 parti offese, che avrebbero perso complessivamente oltre 5 milioni di euro di risparmi propri o ereditati dai genitori.

“Un epilogo scontato la prescrizione, senza alcuna responsabilità dei giudici che hanno avuto in mano questo fascicolo”, sottolineano i difensori di parte civile Carmelo Ratano, Matteo Moriggi e Andrea Danti.

“Adesso faremo un’azione civile, stiamo valutando come muoverci, sicuramente a breve termine. Intanto – spiegano – possiamo dire che questo processo ha portato a una serie di elementi utili che poi verranno rappresentati in sede civile, sia per il riconoscimento della posizione di responsabile civile di Banca Mediolanum, sia per quanto riguarda le testimonianze”.


Carmelo Ratano

L’avvocato di parte civile Carmelo Ratano


“Azione truffaldina in maniera seriale”

“Nel corso del processo sono state sentite numerose persone offese che in maniera molto precisa, molto coerente e molto in grado di confermarsi in maniera reciproca, hanno ricostruito l’azione del Soldatelli come assolutamente truffaldina, truffaldina in maniera seriale e anche per grandi somme”, sottolinea l’avvocato Moriggi.

“L’azione civile avrà una strada almeno in parte aperta da queste risultanze penali che comunque ci sono e sono acquisite per l’ottenimento di un risarcimento che immaginiamo sarà per cifre rilevanti”.


“Banca Mediolanum doveva vigilare e non lo ha fatto”

“Nell’ambito delle numerosissime udienze davanti al giudice per le indagini preliminari sono state emesse ben due ordinanze sul riconoscimento della responsabilità civile, da due giudici diversi, e questo è molto significativo – ci tiene a dire l’avvocato Ratano – Banca Mediolanum aveva il dovere di vigilare compiutamente e non lo ha mai fatto. E questo è emerso, perché abbiamo ascoltato sette testimoni, tutti coerenti su questo aspetto”.


Andrea Danti

L’avvocato di parte civile Andrea Danti


La prof e il marito dentista: “Spariti 800mila euro”

Il processo è entrato nel vivo lo scorso 15 luglio con la testimonianza di una coppia di coniugi, un dentista e una insegnante che, a causa sua, avrebbero smarrito 800mila euro su un totale di circa due milioni di euro che gli avevano affidato. “Erano soldi miei e di mio marito, in parte ereditati da me, che sono figlia unica, alla morte di mio padre quando aveva solo 58 anni e mai toccati per scelta, in quanto destinati alle mie due figlie, perché avessero le spalle coperte in caso di necessità”.


L’ex maestra: “Nel nulla 180mila euro”

Il 27 settembre, nel corso di un’udienza fiume, è stata sentita una ex maestra 68enne che, assieme al fratello, ha perso circa 200mila euro: 180mila euro ereditati dal padre più 18mila euro per un fido non richiesto che ha dovuto restituire. “Abbiamo scoperto che mio padre ha messo una firma mentre era in rianimazione e un’altra un anno dopo la sua morte”, ha detto la testimone, spiegando, a fatica, come sarebbe stata vittima di un raggiro.


Ancora un’insegnante: “Volatilizzati almeno 20mila euro”

Il 21 ottobre ha testimoniato anche una terza insegnante della quale sarebbe riuscito a carpire la fiducia, come negli altri casi, grazie alla conoscenza di vecchia data, facendosi affidare i risparmi, poi scomparsi in seguito a operazioni di cui le vittime sarebbero state all’oscuro. La docente, che non ha saputo precisare con esattezza l’entità del danno, avrebbe smarrito una somma di almeno 20mila euro.


L’anziana che ha perso 47mila euro: “Mi fidavo di lui come di un figlio”

Sempre il 21 ottobre è stata sentita la pensionata ultraottantenne che avrebbe perso oltre 47mila euro. Nella “carte” c’era scritto che era una investitrivce “intraprendente”, parola che la parte offesa ha stentato a capire. “Io so badare agli animali, all’orto, alla campagna, ma non so cosa possa significare intraprendente. Faceva tutto lui. Io conoscevo sua madre, i suoi genitori, mi fidavo di lui come di un figlio”, ha detto al pm durante l’esame. 

Silvana Cortignani


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17 novembre, 2021

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