Viterbo – (sil.co.) – Una macchina esplode nella notte notte sotto casa di una vicina che vive con due bambini piccoli e lui si lancia fuori casa per andare a soccorrerli mentre sul posto divampa un pericoloso incendio.
Ma viene fermato dai carabinieri per evasione, perché avrebbe dovuto trovarsi non per strada, ma agli arresti domiciliari.
Protagonista il trentenne “matto” che una notte di agosto ha preso a sprangate le auto parcheggiate lungo il paese perché la psichiatra non glia aveva cambiato le medicine.
Carabinieri – immagine di repertorio
E’ successo domenica sera in un piccolo centro della provincia, dove grazie alla tempestività dell’allarme non sarebbe successo di peggio. La vettura sarebbe infatti stata parcheggiata sotto una tettoia di legno, attaccata dalle fiamme, proprio sotto l’abitazione dei vicini, svegliati attorno alle 23 dal trentenne afflitto da problemi mentali che ad agosto ha preso a sprangate le auto parcheggiate sotto casa dicendo che si era trattato di un raptus perché la psichiatra era in ferie e non glia aveva cambiato la terapia.
Difeso dall’avvocato Luigi Mancini il prossimo 2 dicembre sarà processato davanti al giudice Elisabetta Massini per danneggiamento pluriaggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
Nel frattempo, dopo essere finito a Belcolle in seguito a un’ulteriore crisi successiva all’episodio di vandalismo, è tornato a casa ai domiciliari.
L’avvocato Luigi Mancini
Stavolta però non sarebbe lui la causa del danno, anche se inizialmente si sarebbe sospettato di un incendio doloso.
“Il mio assistito era ancora sveglio dopo avere visto la partita, quando ha sentito venire da fuori il rumore del violento botto provocato dall’esplosione della vettura andata in fiamme. Si è affacciato e non ci ha pensato un attimo, è corso a chiamare la mamma e i suoi due bambini per farli scendere subito e uscire in strada, quindi ha chiamato lui stesso i vigili del fuoco”, spiega il legale Mancini.
Sul posto però sono arrivati anche i carabinieri, i quali non hanno potuto fare altro che fermarlo per evasione. Ieri il trentenne è comparso davanti al giudice Roberto Colonnello, il quale lo ha rimandato ai domiciliari senza applicare ulteriori misure cautelari.
Nel corso dell’udienza di convalida sarebbe emerso infatti che l’indagato stavolta si è comportato da eroe.
“Anche il giudice ha riconosciuto che il mio assistito si è prodigato in una situazione di pericolo e non aveva alcuna intenzione di evadere, tant’è che è rimasto per un’ora e mezza in strada coi vigili del fuoco e i carabinieri”.
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