Civitavecchia – “Maestro di premura, calma e dedizione. Dario amava il vero e la giustizia”. Così docenti, personale universitario, familiari, studenti, dottorandi e amici hanno ricordato il professore universitario ucciso il 7 dicembre alle Saline di Tarquinia. Questa mattina i funerali laici, l’addio ad Angeletti, biologo dell’università della Tuscia di 53 anni.
Civitavecchia – Cerimonia laica per Dario Angeletti
Nel suo ateneo, il dipartimento di scienze ecologiche e biologiche del polo universitario di Civitavecchia, in piazza Giuseppe Verdi, la cerimonia laica con l’addio tra il ricordo di amici, colleghi, familiari e studenti. In sala anche il rettore dell’Unitus, Stefano Ubertini. “Condividevamo tutto – ha ricordato chi era presente -, gioie, frustrazioni, cose belle e non, birre e sigarette”.
Dario Angeletti e stato ucciso con due colpi di pistola alla testa nel parcheggio delle Saline. Angeletti lavorava anche nel centro di ricerche dell’Unitus che si trova li vicino. Ad essere accusato dell’omicidio Claudio Cesaris, funzionario in pensione dell’università di Pavia. I carabinieri, coordinati dalla procura di Civitavecchia, lo hanno individuato dopo che la sua auto era stata immortalata dalle telecamere di sorveglianza.
Durante la perquisizione, il pensionato ha accusato un malore ed è stato ricoverato all’ospedale di Belcolle. Raggiunto dal fermo del pm prima e dall’ordinanza d’arresto del gip poi, da una decina di giorni si trova nel reparto di medicina protetta. Appena le sue condizione di salute lo consentiranno (è diabetico e cardiopatico) sarà trasferito in carcere.
Civitavecchia – Cerimonia laica per Dario Angeletti
Alla base dell’omicidio l’ossessione di Cesaris nei confronti di una zoologa e ricercatrice 39enne conosciuta all’università di Pavia dove lavorava. Poi nell’estate del 2020 il trasferimento della donna all’Unitus, dove ha conosciuto e lavorato con Angeletti. L’amicizia in ambito lavorativo nata tra i due avrebbe scatenato la gelosia del 68enne, che per seguire la donna si era trasferito dall’hinterland milanese a San Martino.
“Dario – hanno concluso le persone che sono intervenute dal palco dell’auditorium dell’università – amava la musica, soprattutto i Cure, ed era figlio diretto del mare. Amava il vero e la giustizia, e mancherà a tutti”.