La vittima – Dario Angeletti
Tarquinia – Delitto delle Saline, udienza preliminare al via mercoledi 6 luglio. Un omicidio premeditato, secondo l’accusa, quello dello scorso 7 dicembre a Tarquinia, che l’assassino potrebbe avere messo a punto già giorni prima, aspettando il momento giusto per tendere una trappola alla vittima e ucciderla a colpi di arma da fuoco con la piccola pistola che si era portato appresso. Non a caso nei giorni precedenti avrebbe effettuato dei sopralluoghi sulla futura scena del crimine.
Spetterà al gup Francesco Filocamo del tribunale di Civitavecchia l’ultima parola sulla richiesta di rinvio a giudizio di Claudio Cesaris, l’omicida reo confesso del professor Dario Angeletti, il docente cinquantenne dellUnitus ucciso all’ora di pranzo dello scorso 7 dicembre con due colpi di pistola sparati a bruciapelo alla nuca dal 69enne che lo aveva convinto a farlo salire in macchina.
Il movente sarebbe da cercare nella gelosia per una ricercatrice di 39 anni, venuta a Viterbo dall’università di Pavia nell’estate 2020, con cui l’ex tecnico, ormai pensionato, aveva instaurato una relazione sentimentale e per cui si era separato, seguendola nella Tuscia e affittando anche lui un appartamento a San Martino al Cimino, dove aveva preso casa la donna, per starle vicino.
“Le donne quando hanno le gambe aperte sono tutte uguali”, sarebbe la frase che avrebbe scatenato il raptus omicida di Cesaris, secondo quanto avrebbe riferito agli inquirenti. Avrebbe quindi sparato a bruciapelo due colpi con una Browning 6,35 alla nuca di Angeletti, docente associato in Ecologia all’università della Tuscia.
L’omicida – Claudio Cesaris
Abbreviato solo se cadono le aggravanti
La difesa potrebbe chiedere l’abbreviato, il rito che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena, solo qualora dovessero cadere le aggravanti, tra cui la premeditazione. Nel frattempo niente richiesta di giudizio immediato per Cesaris, per il quale c’è stata solo una richiesta di rinvio a giudizio, seguita dalla fissazione dell’udienza preliminare. Appunto il 6 luglio a Civitavecchia.
Potrebbe essere processato nell’aula bunker di Rebibbia
L’omicida che ha confessato, rinchiuso in cella da quasi sette mesi, è attualmente detenuto nel carcere romano di Rebibbia. Poche settimane fa è stara rigettata la richiesta di domiciliari per motivi di salute. Dopo il praticamente scontato rinvio a giudizio, potrebbe comparire davanti alla seconda corte d’assise del tribunale di Roma, che proprio nella nota aula bunker del penitenziario di Rebibbia ha la sua sede, a differenza della prima che sta invece a piazzale Clodio.
Spiava la ex tramite Gps
Pochi prima dell’omicidio, il 4 dicembre 2021, secondo quanto riporterebbero i verbali della magistratura, la ricercatrice sarebbe stata a cena con Angeletti a Monte Romano, e salutandolo gli avrebbe dato un bacio sulla guancia, pedinata dal killer che sarebbe stato sulle sue tracce grazie al Gps con cui avrebbe seguito costantemente gli spostamenti della 49enne.
“Le donne sono tutte uguali”
Il 7 dicembre l’omicidio. Premeditato secondo l’accusa, anche se Cesaris avrebbe negato la circostanza. Il pensionato milanese, secondo la sua versione, sarebbe salito sulla macchina del professore alle Saline e si sarebbe seduto sul sedile posteriore della macchina di Angeletti, un Volvo V40 grigia. Tra i due sarebbe quindi nata una discussione. Dopo di che la frase, “le donne quando hanno le gambe aperte sono tutte uguali”, avrebbe scatenato la furia di Cesaris, spingendolo a sparare due colpi di pistola alle testa della vittima. Fatto sta che aveva con sé un’arma.
“Mi manchi, sei il mio rimpianto senza fine”
Un mese prima dell’omicidio, Cesaris avrebbe scritto un messaggio alla ricercatrice citando le parole di una canzone di Fausto Leali: “Mi manchi, sei il mio rimpianto senza fine”, accusandola di avergli preferito la carriera: “Fino a che ti ha fatto comodo l’amore era tutto, adesso è quasi una bestemmia. Sei cambiata. Sei un panzer che passa su tutto senza pietà. Ti è cresciuto il pelo sullo stomaco che neanche un Grizzly adesso il tuo motto è mors tua vita mea. Sei diventata uguale a quelli che hai sempre criticato”.
Parti civili i familiari della vittima
L’imputato è difeso dagli avvicati Michele Passione del foro di Firenze e Alessandro De Federicis del foro di Roma. I familiari della vittima, sposato e padre di due figli, sono assistiti dall’avvocato Rodolfo Bentivoglio. Il legale Paolo Pirani è pronto a costituirsi parte civile per il comune di Tarquinia.
Silvana Cortignani
– Delitto delle Saline, l’omicida di Dario Angeletti davanti al gup il 6 luglio
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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