Tarquinia – L’addio al professor Dario Angeletti tra il ricordo di amici, colleghi, familiari e studenti. Per il biologo e docente Unitus, ucciso il 7 dicembre alle Saline di Tarquinia, cerimonia laica nel suo ateneo: il dipartimento di scienze ecologiche e biologiche del polo universitario di Civitavecchia, in piazza Giuseppe Verdi.
Dario Angeletti
Sabato mattina, alle 11, in tanti si stringeranno al dolore della compagna Saskia, dei due giovani figli, delle sorelle Maria Elena e Roberta. Perché il professor Angeletti non era solo molto conosciuto e stimato, ma anche benvoluto. Tutti sono ancora increduli di fronte a questa morte inspiegabile. Il docente è stato ucciso, a soli 53 anni, da Claudio Cesaris, un tecnico universitario in pensione ossessionato da una zoologa e ricercatrice 39enne, collega di Angeletti con la quale aveva stretto amicizia.
I dottorandi ricordano il prof come “un uomo di grande valore umano e professionale. Una figura preziosa per l’ateneo, per il nostro dipartimento, cui ha contribuito con il suo impegno nelle attività di ricerca, e per tutti noi studenti che lo abbiamo stimato per la sua profonda passione per la conoscenza, che riusciva a trasmettere durante le lezioni”. Angeletti insegnava ecologia applicata e tutela dell’ambiente marino, occupandosi di ecologia e genetica, tutela e conservazione dell’ambiente. “Una figura di riferimento – sottolineano i dottorandi – per tutti gli aspiranti scienziati ambientali, biologi ed ecologi marini del nostro polo didattico di Civitavecchia”.
Dario Angeletti durante una delle sue lezioni
Il docente è stato ucciso nel parcheggio delle Saline di Tarquinia, poco lontano dalla riserva naturale che aveva contribuito a recuperare e valorizzare. “Lì – proseguono i dottorandi – ha continuato a svolgere con passione il suo lavoro fino agli ultimi giorni, coinvolgendo anche noi studenti dottorandi. Lo ricordiamo con immenso vuoto, ma soprattutto con profonda gratitudine. Proprio nel luogo che lo ha visto legato a sé per tanti anni abbiamo perso il nostro professore e la notizia ci ha resi sgomenti e increduli. Era un insegnante buono e disponibile, comprensivo e vicino ai suoi ragazzi. Il ricordo dei suoi insegnamenti sarà sempre vivo con noi”.
Il dipartimento in cui insegnava era diventato la sua seconda famiglia: oltre ad essere stato scelto come luogo dell’addio, lo ha già commemorato sospendendo tutte le attività didattiche per due giorni. “Dario – ricordano i colleghi – era entrato a far parte della nostra comunità nel 1998, da giovane biologo neolaureato. La sua attività di ricerca era legata a doppio filo con le Saline di Tarquinia: sin dal 2001 quando partecipò, sotto la guida del suo maestro, il professor Giuseppe Nascetti, alla stesura del progetto Life-Natura che diede l’avvio a tutta l’attività scientifica e didattica che il nostro dipartimento svolge in questo prezioso sito, così restituito alla comunità”.
Angeletti era docente da dieci anni. “Tutto ciò che aveva studiato – assicurano i colleghi – lo trasmetteva con entusiasmo ai suoi studenti, che spesso lo sceglievano come relatore per le loro tesi. Era un docente apprezzato e appassionato. Amava il mare e ne aveva fatto il suo lavoro. Lo vogliamo ricordare sorridente, tra i suoi studenti, sulle sue barche, in mezzo al mare”.
Claudio Cesaris
Il biologo e prof è stato ucciso con due colpi di pistola alla testa, inferti poco dietro l’orecchio destro, mentre era nella sua Volvo V40 grigia. Claudio Cesaris, assassino reo confesso ma che nega la premeditazione, dopo l’omicidio si è allontanato e si è disfatto dell’arma. I carabinieri, che indagano con il coordinamento della procura di Civitavecchia, grazie alle telecamere presenti sul luogo del delitto, sono arrivati a lui in pochissime ore, trovandolo nell’appartamento che aveva affittato a San Martino al Cimino. Durante la perquisizione si è sentito male ed è stato ricoverato all’ospedale di Belcolle. Dopo il fermo e in seguito l’arresto, è stato detenuto nel reparto di medicina protetta dell’ospedale di Belcolle. Ma appena le sue condizioni di salute lo permetteranno dovrà essere trasferito in carcere.
Il movente dell’omicidio è da ricondurre all’ossessione che Cesaris nutriva nei confronti di una zoologa e ricercatrice 39enne che aveva conosciuto all’università di Pavia, dove lui lavorava come tecnico di laboratorio e lei era assegnista di ricerca. Nell’estate del 2020, poi, l’incarico all’Unitus, dove ha conosciuto e stretto amicizia con il collega Angeletti. Ma Cesaris l’aveva seguita, trasferendosi anche lui dall’hinterland milanese alla Tuscia.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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