Faleria – (sil.co.) – Pensa di guidare l’auto di cortesia della fidanzata, finisce a processo per ricettazione.
Si guasta l’auto della fidanzata e lui la accompagna da un concessionario amico di famiglia che, come già fatto in altre occasioni, le avrebbe prestato una delle macchine del salone in attesa della riparazione del danno.
Peccato che un paio di giorni dopo sia stato fermato dai carabinieri sotto casa della donna, a Faleria, mentre l’aspettava a bordo della vettura in sosta, scoprendo che a loro risultava rubata.
Un guaio che si è protratto per otto anni.
Intervento dei carabinieri
Era il 20 maggio 2013 quando l’uomo è stato denunciato a piede libero per ricettazione e il processo si è chiuso solo ieri. Con un’assoluzione per non avere commesso il fatto, chiesta non solo dalla difesa, ma anche dall’accusa. Ci sono voluti oltre otto anni.
Prima della camera di consiglio, l’imputato ha preso la parola per dichiarare per l’ennesima volta la sua innocenza, spiegando che sarebbe bastato sentire la fidanzata, diventata nel frattempo ex, per chiarire l’accaduto e capire che fin dal primo momento lui aveva detto la verità.
“Qualche giorno prima di essere fermato mentre ero al volante della macchina in sosta sotto casa sua, l’avevo accompagnata dal concessionario. Lei, che era rimasta a piedi a causa di un guasto, è uscita con la macchina che, come in altre occasioni, le era stata prestata dal concessionario amico di famiglia. Quando i carabinieri mi hanno detto che risultava rubata, ho spiegato loro che io stavo semplicemente aspettando lei per andare a fare un giro e che era una vettura prestata. So solo che l’auto è stata presa direttamente in concessionaria”.
Ancora una volta ieri, la donna non si è presentata in aula per testimoniare, inviando una mail al tribunale in cui riferiva di avere un impedimento. “L’ho sentita e mi ha detto che non si presenterà mai al processo per deporre in mio favore”, ha detto l’imputato.
C’era in compenso il concessionario, il quale ha confermato i rapporti amicali con la ex e la di lei famiglia. “Rapporti significativi”, ha sottolineato il giudice, assolvendo l’imputato e sottolineando contemporaneamente il comportamento della ex fidanzata nei suoi confronti, non venendo mai in tribunale per testimoniare.
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