Tarquinia – Dario Angeletti sarebbe stato ucciso per aver stretto amicizia con la ricercatrice di cui Claudio Cesaris era ossessionato. E sarebbe stata proprio l’ossessione per questa giovane donna a far scattare la gelosia del 68enne al tal punto da uccidere, secondo gli inquirenti, il biologo e docente dell’università della Tuscia. È passionale, dunque, il movente del delitto alle Saline di Tarquinia, consumato martedì scorso e per cui Cesaris è in stato di fermo. La procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per omicidio volontario.
Claudio Cesaris
Il 68enne, funzionario tecnico in pensione dell’università di Pavia, si trova nel reparto di medicina protetta di Belcolle. Prima del provvedimento del pm, scattato all’alba di ieri, era piantonato in un normale reparto dove era stato ricoverato in seguito al malore accusato durante la perquisizione dei carabinieri: l’uomo sarebbe cardiopatico.
Dario Angeletti
Gli investigatori sono arrivati a lui nel giro di poche ore dall’omicidio: la sua auto era stata immortalata dalle telecamere di sorveglianza presenti nel parcheggio delle Saline dove Angeletti, 50enne, è stato ucciso. Martedì sera i militari hanno raggiunto Cesaris nell’appartamento a San Martino al Cimino, frazione di Viterbo, dove saltuariamente viveva in affitto. Il suo interno, al civico 112 di via Luigi Cadorna, è poi stato posto sotto sequestro.
La casa a San Martino al Cimino sotto sequestro
Cesaris, che i vicini a San Martino descrivono come un uomo cortese e garbato ma solitario e molto riservato, è originario del nord Italia. Aveva frequentato il liceo scientifico a Lodi e l’università a Pavia ma risiedeva a Dresano, comune di 3mila abitanti a una ventina di chilometri da Milano. E proprio dalla Lombardia sarebbe ritornato nella Tuscia pochi giorni fa.
Il luogo del delitto
Martedì, stando alla ricostruzione dei carabinieri, l’omicidio. Il 68enne avrebbe pedinato Angeletti durante la pausa pranzo per poi sorprenderlo nel parcheggio poco lontano dal centro ittiogenico sperimentale marino in cui lavorava. Cesaris sarebbe stato ossessionato da una ricercatrice 39enne conosciuta a Pavia, poi trasferitasi a Tarquinia. Qui la donna ha conosciuto Angeletti, con il quale ha stretto amicizia. Un rapporto che avrebbe fatto scattare la gelosia del pensionato a tal punto da uccidere il docente Unitus.
Segni delle gomme sul luogo del delitto
A causare la morte del professore è stato un colpo alla testa, poco sopra l’orecchio sinistro. Sul luogo del delitto l’arma non è stata ritrovata, ma il 68enne risulterebbe titolare di un regolare porto d’armi. Risposte certe su come Angeletti sia stato ucciso arriveranno solo dall’autopsia, eseguita ieri mattina a Roma, e dagli altri accertamenti condotti dai carabinieri. Tra questi il cosiddetto guanto di paraffina, di cui si attendono i risultati: si tratta di una tecnica che permette di verificare se un’arma da fuoco sia stata usata da poco tempo. Gli inquirenti non escludono che il delitto sia stato premeditato.
Il luogo del delitto
Le indagini proseguono, perché i punti da chiarire sono ancora diversi. Cesaris e Angeletti si conoscevano a malapena, ma come? Per ora l’unico punto in comune è rappresentato dalla ricercatrice. Poi sono da ricostruire i giorni trascorsi dal 68enne prima dell’omicidio. Ieri il pm Alessandro Gentile da Civitavecchia è venuto a Viterbo per sentire il fermato ed è stato all’ospedale di Belcolle per ore. Il provvedimento emesso ora è in attesa di essere convalidato o meno dal gip, che poi dovrà disporre anche l’eventuale misura di custodia cautelare. L’udienza è prevista per domani.
La casa a San Martino al Cimino sotto sequestro
Cesaris, a carico del quale, secondo le forze dell’ordine, non risultano denunce per stalking, dai primi anni ’90 ha lavorato come funzionario tecnico nel laboratorio di eco-etologia dei vertebrati dell’università che da giovane aveva frequentato: quella di Pavia, dipartimento di scienze della terra e dell’ambiente. Ha un curriculum di alto livello, grazie alle esperienze professionali maturate in Italia ma anche all’estero: prestigiose le sue consulenze, che spaziano dalla Germania, al Kenya allo Yemen. Membro di un gruppo di ricerca, ha collaborato con l’Unione europea, il ministero degli affari esteri, la regione Lombardia e diversi province e comuni d’Italia. Nel giugno del 2007 ha tenuto un convegno internazionale alla Rocca dei Papi di Montefiascone dal titolo “Fauna problematica, conservazione e gestione”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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