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Viterbo - Il recente rapporto dell’Istat sui livelli di istruzione relativi al 2020 ha evidenziato un consistente divario tra Italia e il resto della Ue

Livelli di istruzione in Italia e conseguenze sul mercato del lavoro

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Viterbosponsorizzato – Il recente rapporto dell’Istat sui livelli di istruzione relativi al 2020 ha evidenziato un consistente divario tra Italia e il resto della Ue, con il Bel Paese che rimane indietro su tutti i fronti. A questo si accompagna una differenza anche tra regioni del Nord e del Sud. Questi dati sono preoccupanti anche dal punto di vista del mercato del lavoro, sia a livello collettivo che individuale: vediamo perché.


Istruzione e formazione

Istruzione e formazione


Istruzione e formazione in Italia: la situazione attuale

Il rapporto su “Livelli di istruzione e partecipazione alla formazione” dell’Istat mostra un quadro allarmante che tocca diversi fattori, dal numero di laureati all’abbandono scolastico, passando per la formazione permanente. In Italia, soltanto il 20,1% della popolazione ha completato un percorso universitario, a fronte del 32,8% della media europea. Ancora più preoccupanti sono i numeri relativi alla dispersione scolastica, che tocca il 13,1% e sono tra i più alti nella Ue. La popolazione in possesso di un titolo di studio secondario superiore si ferma nel nostro Paese al 62,9%, ben distante dal 79,0% a livello europeo. Questo fattore si utilizza in generale per misurare il livello di istruzione all’interno di una nazione, e il quadro italiano non appare dunque positivo.

Anche la formazione permanente in Italia mostra un ritardo rispetto al resto della Ue. Il 7,2% degli adulti ha partecipato nel 2020 a un’esperienza di apprendimento, contro il 9,2% dell’Unione Europea. La partecipazione al lifelong learning è maggiore tra chi già possiede un titolo di studi più alto e tra gli occupati, mentre sarebbero invece proprio gli inattivi e i disoccupati a trarne beneficio.

Conseguenze di una bassa partecipazione alla formazione

Possedere almeno un diploma superiore è spesso ritenuto un elemento fondamentale per procedere verso una vita professionale soddisfacente, con buone possibilità di crescita e sviluppo future. Lo stesso vale per la formazione continua, che permette di riqualificarsi in base alle richieste del mercato del lavoro per avviarsi verso una carriera promettente.

Tra le conseguenze dell’alto tasso di abbandono scolastico c’è quindi una maggiore difficoltà della popolazione interessata nell’ottenere posizioni ad alta qualifica, o addirittura può precludere del tutto l’accesso al mercato del lavoro. Una formazione inadeguata crea poi un gap di conoscenze, che impedisce alle aziende di trovare personale qualificato e ne rallenta la crescita. È quindi fondamentale che le istituzioni si muovano nella direzione giusta per prevenire la dispersione scolastica, soprattutto nel Mezzogiorno, indirizzando risorse adeguate verso la risoluzione di questa emergenza.

Possibilità di formazione e prospettive future

Anche chi non abbia intenzione di dedicare almeno tre anni a un corso universitario potrebbe trarre grandi vantaggi da un’esperienza formativa mirata alla ricerca di un lavoro. Enti come aulab, per esempio, offrono corsi intensivi della durata di pochi mesi che preparano per la carriera di programmatore web, una tra le più richieste in questo momento. Non è richiesta la laurea né alcuna esperienza pregressa, e può quindi essere una soluzione ideale per chi voglia dare una nuova direzione alla propria vita lavorativa in tempi brevi.

Il settore digitale è tra quelli che promettono di più per gli anni a venire, sia per quanto riguarda le possibilità di impiego che quelle di crescita professionale futura. Per accedere ai mestieri nel campo ICT sono però necessarie competenze specifiche, che si possono acquisire a scuola, all’università, ma anche durante corsi formativi professionali dedicati. Il ruolo della formazione permanente diventa poi fondamentale, proprio per la natura dinamica e in costante evoluzione del settore tecnologico. Invertire il trend attuale e promuovere l’istruzione a livello scolastico e la formazione in età adulta è quindi indispensabile per creare una forza lavoro preparata, e per permettere a ognuno di trovare una carriera soddisfacente e remunerativa.


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22 gennaio, 2022

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