Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – “Senza voler insegnare niente a nessuno, nelle sedi decisionali bisogna esserci”, leggiamo in un commento apparso su Tusciaweb, in merito all’amara e controversa vicenda del liceo di Tuscania, assegnato d’autorità al Paolo Savi di Viterbo.
Liceo di Tuscania
Giusto.
Peccato che questa considerazione venga proprio da chi, in effetti, non era presente nelle sedi dove la decisione è giunta alla fase finale, ossia è stata non già assunta (perché questa è una competenza della giunta regionale, come si presume dovrebbe essere noto ai sindacalisti della scuola), ma in cui si è concluso il processo istruttorio, tramite il parere preventivo reso dalla conferenza regionale permanente per l’istruzione. Non per caso, difatti, la dura presa di posizione sulla vicenda Tuscania – Savi, comparsa ieri sulla stampa, reca la firma di FLC CGIL, CISL SCUOLA, SNALS CONFSAL e GILDA UNAMS del Lazio, ossia esattamente le sigle sindacali presenti al tavolo della conferenza regionale di cui sopra, il giorno 22 dicembre 2021. A dirla tutta, per onestà intellettuale, oltre queste sigle era presente anche l’associazione nazionale presidi (anch’essa contraria all’operazione contestata), con la quale non c’è, tuttavia, consuetudine di rapporti unitari.
Le sigle che non compaiono nell’elenco di cui sopra, semplicemente il 22 dicembre non c’erano, e cercano ora di celare quest’improvvida e incomprensibile assenza nell’unica fase veramente ultimativa appellandosi all’assenza degli altri alla riunione del tavolo dell’osservatorio provinciale di Viterbo del 24 novembre, dove, peraltro, non si assumono decisioni, ma semplicemente si avanzano proposte proprio alla conferenza regionale permanente per l’istruzione che rende il parere finale alla giunta regionale.
È appena il caso di ricordare che la riunione finale dell’osservatorio provinciale di Viterbo cui ci si riferisce fu improvvisamente anticipata dalla provincia rispetto alla data concordata del 1° dicembre, rendendo impossibile la partecipazione delle nostre organizzazioni, per la concomitanza di pregressi impegni. Peraltro, non mancammo di far conoscere alla provincia le nostre posizioni per iscritto. Ancora ignote, invece, le motivazioni che hanno indotto altri a disertare il tavolo regionale conclusivo del 22 dicembre.
FLC CGIL e Cisl Scuola di Viterbo
– Silvia Somigli (Uil scuola): “Il Cardarelli andava salvato nelle sedi istituzionali senza sollevare inutili polveroni politici”
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