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Viterbo - Sciopero di studentesse e studenti del Santa Rosa: "Chiediamo alle istituzioni interventi concreti mirati a una 'umanizzazione' reale della nostra frequenza scolastica"

“Non vogliamo sfuggire alle misure di sicurezza, ma essere ascoltati dagli adulti”

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Viterbo - Liceo Santa Rosa

Viterbo – Liceo Santa Rosa

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ieri, 12 gennaio 2022, la maggior parte delle studentesse e degli studenti che frequentano il liceo “Santa Rosa da Viterbo”, in consonanza con quanto si sta verificando a livello nazionale, hanno voluto fornire un forte segnale di protesta contro le recenti misure governative: lo hanno fatto astenendosi dalle lezioni, in presenza e in ddi.

Le studentesse e gli studenti ritengono che le iniziative messe in campo dalle istituzioni, sebbene puntino formalmente a un nuovo inizio in sicurezza delle attività scolastiche, siano poco efficaci, forse per insufficiente conoscenza, da parte delle istituzioni stesse, delle realtà locali, forse per via dei tempi burocratici che quasi mai sono al passo della realtà effettiva.

Nei fatti, esse non sembrano corrispondere alle reali esigenze del mondo scolastico: compresa ed accettata la necessità dei doppi turni per gli ingressi scaglionati, del distanziamento, dell’utilizzo dei vari dispositivi di protezione individuale, crediamo che dopo due anni di pandemia sia più che lecito chiedere di usufruire di una scuola in presenza e in sicurezza, senza che una delle due cose escluda l’altra, nei limiti del possibile e del potere di contagio del virus che ci tiene in scacco.

La dad non può più essere un’alternativa veramente valida, non solo perché crea disagi gravi dal punto di vista disciplinare e psicologico, ma anche perché è impensabile che una misura emergenziale del genere possa tornare e protrarsi ulteriormente.

In che modo, allora, perseguire quest’obiettivo? Ripensando, probabilmente, alle finalità e all’utilizzo delle risorse, puntando a quegli interventi strutturali dei quali sempre si parla ma sui quali mai si agisce: riduzione numerica degli alunni per classe, individuazione di spazi da adibire ad aule scolastiche sul territorio, controllo capillare sui mezzi di trasporto urbano ed extraurbano e settaggio degli stessi, elaborato in maniera tale da non svantaggiare davvero nessuno.

Abitare in un paese piccolo e lontano dalle grandi vie di comunicazione non deve essere motivo di svantaggio per la frequenza scolastica, soprattutto in un’Italia che dichiara di voler investire sulle piccole realtà.

D’altronde, siamo in quell’Italia che dichiara anche di voler investire sui giovani e sulla loro formazione: ebbene, a parte le grandi dichiarazioni di facciata e iniziative che sono ben al di sotto del “minimo sindacale”, non sembra che si stia veramente investendo.

D’altro canto, nemmeno le mascherine Ffp2 sono state ancora fornite gratuitamente.

Richiediamo pertanto alle istituzioni una riflessione profonda su queste tematiche, che sia seguita da interventi concreti e mirati, volti ad una “umanizzazione” reale della nostra frequenza scolastica: non chiediamo di togliere le mascherine, non vogliamo sfuggire alle misure di sicurezza, non possiamo creare un muro tra utenza e istituzioni: semplicemente, gradiremmo essere ascoltati e supportati dagli adulti.

Gli studenti scioperanti affiancati dai rappresentanti d’istituto


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13 gennaio, 2022

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