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Tribunale - Spaccio a Mammagialla - Imputati tre detenuti - Pusher incastrati da videosorveglianza interna e da una videocamera portatile

“Ecco come abbiamo sorpreso gli ‘spesini’ a confezionare dosi coi guanti di lattice”

di Silvana Cortignani
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Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla


Viterbo – Droga all’interno del carcere di Mammagialla con la complicità della penitenziaria, nel vivo il processo a tre detenuti imputati di spaccio aggravato davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini.

Le prove in un video, prodotto dalla pm Paola Conti, contenente sia i filmati della videosorveglianza interna che quelli della videocamera portatile usata per incastrare i sospetti nella aree non coperte del carcere, senza farsi scoprire a loro volta. In azione sia gli agenti penitenziari, sia i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Viterbo.

Alla prossima udienza, il 9 febbraio, saranno proiettate in aula le immagini e mostrate le foto a colori degli screenshot estrapolati dai filmati, che inchioderebbero, assieme all’audio delle intercettazioni video-ambientali, gli imputati. 

Uno di loro, un 54enne del Brindisino, sarebbe la “fonte confidenziale” che, rivelando di avere acquistato almeno una decina di volte sostanze stupefacenti, ha “tradito” gli altri due, un 40enne di Roma e un tunisino 46enne residente a Padova, sorpresi a passarsi e confezionare dosi di eroina tra giugno e luglio 2016. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Simone Bernini, Giorgio Sacco e Samuele De Santis. 


La polizia penitenziaria e i carabinieri

In azione polizia penitenziaria e carabinieri


Spaccio “agevolato dalla penitenziaria”

Al centro del presunto traffico di droga, oggetto di tre diversi filoni di indagine, una gran varietà di sostanze stupefacenti – dall’eroina all’hashsih, al subotex – che sarebbero stati ceduti all’interno dell’istituto di pena sulla Teverina, così come ad esempio telefoni cellulari clandestini, con la “connivenza” di agenti della polizia penitenziaria.

Secondo quanto ricostruito in aula da un agente della penitenziaria, il 54enne pugliese, oltre a indicare altri detenuti, avrebbe anche detto che il gruppo era “agevolato da penitenziari”.


Pusher tra gli “spesini”

I detenuti spacciatori, nella fattispecie, sarebbero stati i cosiddetti “spesini”. “Si tratta degli addetti all’ufficio spesa, solitamente scelti tra i detenuti con fine pena alti, che ricevono le liste della spesa degli detenuti e poi ridistribuiscono loro, nei rispettivi reparti, i prodotti acquistati da una ditta esterna”, ha spiegato il testimone.

Le dosi sarebbero state confezionate nell’area del magazzino, poi consegnate direttamente “a domicilio” agli acquirenti, magari nascoste sotto una crostata. 


Il trucco del guanto di lattice

Le cessioni video e audio documentate sono di giugno e luglio 2016. “In un caso, si vede il tunisino che passa della droga, che poi è risultata essere eroina, al 40enne romano, mostrandogli come tagliare le punte della dita di un guanto di lattice, poi ritrovato in un cassonetto della spazzatura, per confezionare lo stupefacente facendo un piccolo involucro”, ha proseguito il poliziotto di Mammagialla.

“Riscontri sono stati ritrovati anche una volta che il il romano ha diviso della droga in due parti, una rinvenuta dietro un termosifone in bagno e l’altra addosso a lui”, ha spiegato maresciallo Angelo Jesus Ciardiello, del nucleo investigativo del comando provinciale carabinieri di Viterbo, sottolineando anche come lo stupefacente fosse abitualmente nascosto all’interno del magazzino. 

Silvana Cortignani


Articoli: Spaccio a Mammagialla, ok alle intercettazioni che incastrano i detenuti – Spaccio all’interno del carcere, indagato anche un agente della penitenziaria


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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27 gennaio, 2022

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