Oriolo Romano – (sil.co.) – Acclamato nel 2016 come soluzione innovativa contro i furbetti dell’assicurazione, il sistema “Targa System” non ha portato bene a uno dei due vigili urbani all’epoca in forza al comune di Oriolo Romano, uno dei primi della Tuscia a installare sulle sue strade il macchinario.
L’agente della municipale, infatti, è finito alla sbarra per falso in seguito alla denuncia di un avvocato romano, che si è costituito parte civile al processo. La presunta vittima è finita nel mirino del famigerato aggeggio per una revisione scaduta. La rilevazione e relativo verbale sanzionatorio risalgono al 2018.
In difesa dell’imputato, citato dall’avvocato Giovanni Labate, ieri è venuto a testimoniare davanti al giudice Francesco Rigato il sindaco Emanuele Rallo, nelle sue vesti di responsabile delle due unità di polizia municipale in servizio a Oriolo Romano. E anche l’altro agente del piccolo comando del borgo della Tuscia.
Emanuele Rallo
L’accusa contesta al poliziotto la dicitura relativa all’impossibilità di fermare il veicolo nei modi regolamentari, subito dopo la scoperta dell’infrazione.
“E’ perché, essendo solo in due, non si poteva essere sul posto. La presenza del sistema automatico di controllo era regolarmente segnalata, così come era stata fatta adeguata informazione anche tramite comunicati alla stampa. Anche se il macchinario consentiva la contestazione immediata, per i piccoli comuni ciò non era fattibile, per cui si procedeva da remoto”, hanno spiegato i testimoni dell’imputato.
“Si procedeva all’accertamento da remoto per poi verbalizzare in caso di infrazione, usando formule inserite in maniera automatica nel sistema, concordate a monte per venire incontro ai piccoli comuni con gli stessi problemi in tutta Italia”, ha spiegato il sindaco Rallo.
“Siccome le modalità di redazione del verbale davano problemi, essendo tra i primi a usare il Targa System ponemmo il quesito direttamente al ministero dei trasporti – ha proseguito – la motivazione relativa alla mancata contestazione immediata era generica, ma frutto di un confronto continuo a tutti i livelli. Era perché la municipale non era sul posto e gli accertamenti avvenivano da remoto”.
Nessuna incertezza per il sindaco, pungolato dalla difesa di parte civile. “Avevamo studiato ed eravamo convinti. Non so che fine abbiano fatto gli eventuali verbali impugnati in prefettura. So che la discussione in prefettura è iniziata successivamente, nel 2019, poco prima del Covid”.
Una questione “irrilevante” per il giudice, che ha ricordato alla parte offesa come l’oggetto del processo sia un altro. Rigato ha anche rigettato la richiesta di parte civile di sentire due poliziotti del nucleo di polizia giudiziaria della stradale che hanno indagato sullo scova furbetti dell’assicurazione.
Il processo riprenderà il 15 settembre.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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