Viterbo – (sil.co.) – Assalto al portavalori, alle battute finali il processo all’ex guardia giurata a processo davanti al collegio del tribunale di Viterbo per rapina aggravata in concorso. E’ la rapina da oltre un milione di euro al furgone portavalori della Securpol assaltato all’uscita Cinelli della superstrada il primo febbraio 2016.
L’assalto al portavalori
Mercoledì sono stati sentiti altri sei testimoni della difesa di Fabio Aglioti, considerato il basista della banda, di cui avrebbe fatto parte anche un altro vigilante, sgominata dopo quattro anni con le tre misure di custodia cautelare emesse dal gip a dicembre 2020.
Le domande si sono concentrate, in particolare, sullo stato di sicurezza e controllo dei mezzi.
Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato al 30 rinvio per gli ultimi tre testi della difesa e al 13 aprile per la discussione e la sentenza.
L’imputato, tuttora ai domiciliari, si è difeso davanti al collegio lo scorso 10 novembre, accusando l’ex amico e collega Michele Potenzi, anche lui arrestato a dicembre 2020 e nel frattempo uscito di scena con un patteggiamento che gli ha consentito di beneficiare dello sconto di un terzo della pena.
“Voleva farmela pagare per gelosia, perché diceva che ci avevo provato con sua moglie”, si è difeso Aglioti davanti ai giudici del tribunale di Viterbo.
Il terzo arrestato è un pregiudicato campano, tradito mentre, detenuto per rapina a Mammagialla, avrebbe parlato dell’assalto al portavalori con un cellulare clandestino, senza sapere di essere intercettato dalla polizia penitenziaria.
Il riscontro delle tracce biologiche rilevate sulla macchina rubata per il colpo e abbandonata durante la fuga avrebbero fatto il resto.
Parte civile con l’avvocato Roberto Alabiso la guardia giurata che era alla guida del portavalori al momento dell’assalto,
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY