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Tribunale - Sono stati denunciati da una vicina ottantenne e dal figlio della donna

Musica a tutto volume fino a notte fonda e minacce di morte, sei alla sbarra

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Un intervento dei carabinieri (Immagine di repertorio)

Un intervento dei carabinieri – Immagine di repertorio


Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Musica a tutto volume fino a notte fonda, a processo sei immigrati originari dello Sri Lanka. Sono stati denunciati da due vicini di casa, madre 81enne e figlio 59enne, che la notte del 29 novembre 2014, dopo essere stati minacciati di morte all’ennesimo tentativo di farli smettere, hanno chiamato i carabinieri.

Il processo è entrato nel vivo solo ieri, a distanza di oltre sette anni e alla vigilia della prescrizione, con la testimonianza delle parti offese, che hanno chiarito di non avere alcuna intenzione, nonostante sia trascorso tanto tempo, di rimettere la querela. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Paolo Pirani, Elisa Fornaro e Andrea Gasbarri. 

Scendi che ti ammazzo”, avrebbe urlato nel cuore della notte uno degli imputati, minacciando l’anziana che, dalle scale del piano superiore,   assieme al figlio gli diceva che era ora di andare a dormire.

“Erano tanti, sei-sette uomini, tutti ubriachi, ubriachi fradici, che mettevano paura. Tutte le sere era la stessa storia, ascoltavano musica a tutto volume, cantavano, ballavano e bevevano.  e se gli dicevi di farla finita, urlavano e minacciavano. Anche se glielo dicevi la mattina dopo di giorno”, ha detto la donna.

Il figlio ha confermato: “Quella notte, il cingalese che aveva preso in affitto l’appartamento sotto il nostro, ospitando i connazionali a casa sua, mi ha fatto il gesto di tagliarmi la gola davanti ai carabinieri”.

Per scongiurare la prescrizione, che arriverà a luglio, il giudice Roberto Colonnello ha rinviato l’esame dell’ultimo testimone, il carabiniere che avrebbe assistito alle minacce di morte, al prossimo 16 maggio, sperando che quel giorno si possa giungere alla sentenza di primo grado. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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26 febbraio, 2022

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