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Tribunale - Spaccio al Riello - L'imputato si sarebbe servito del "fidanzatino" della vittima per occultare la droga scoperta dai carabinieri

Nasconde un etto di hashish nello zaino di una minorenne, condannato a 2 anni

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Viterbo – (sil.co.) – Nasconde un etto di hashish nello zaino di una minorenne, condannato a due anni. L’imputato si sarebbe servito del “fidanzatino” della vittima per occultare la droga scoperta dai carabinieri. 

Il 30 maggio 2018 fu indicato da una coppia di minorenni come il “proprietario” di quasi un etto di hashish rinvenuto dai carabinieri dentro lo zaino di una studentessa 17enne al Riello.

Ieri è stato condannato dal collegio a due anni di reclusione, senza poter usufruire di alcun beneficio perché, nonostante sia poco più che ventenne, ha un curriculum pieno zeppo di precedenti. Il pubblico ministero Paola Conti aveva chiesto un anno di carcere.

Imputato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti un noto pregiudicato di Montefiascone, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, con innumerevoli precedenti per spaccio, difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli. 


Viterbo - Posto di controllo in località Riello

Viterbo – Posto di controllo in località Riello


Per sentire il ragazzo e la ragazza che avrebbero nascosto la droga nello zaino per l’imputato è stato necessario l’accompagnamento coattivo da parte dei carabinieri. Entrambi hanno detto che sarebbe stato il giovane di Montefiascone a chiedere loro di conservare il “pacco” senza conoscerne il contenuto.

“E’ stato terribile il momento in cui mi sono ritrovata circondata dai carabinieri che hanno trovato l’hashish nel mio zaino e poi ci hanno portato tutti e tre in caserma. Un’esperienza shoccante che ho cercato in tutti i modi di rimuovere. Ero una ragazzina, ero appena uscita da scuola, stavo al Riello col mio ragazzo. L’imputato era un suo amico all’epoca, non avevo motivo per non dargli il mio zaino”, ha detto la giovane, oggi ventenne, accompagnata in tribunale dalla madre.

Secondo quanto emerso durante il processo, l’imputato avrebbe spacciato anche ai minorenni. Da qui l’accusa di spaccio aggravato e la condanna a due anni di reclusione. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 marzo, 2022

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