Tarquinia – (sil.co.) – Scippatore prova a salvarsi dalla condanna definitiva sostenendo che nella borsa non c’era denaro contanti. Ma non basta a convincere la cassazione che boccia il ricorso.
Imputato un 36enne di Tarquinia in trasferta in Toscana, che ha presentato ricorso in cassazione contro la sentenza con cui, l’11 settembre 2020, la corte d’appello di Firenze ha confermato la condanna a suo carico per il furto con strappo di una borsa contenente documenti, chiavi di casa, portafogli con carte di credito e telefono cellulare.
La suprema corte di cassazione
In sede di appello, il 36enne aveva chiesto il riconoscimento della circostanza attenuante (“manifestamente inconferente”, secondo i giudici) che la refurtiva era stata restituita alla persona offesa.
Con il ricorso per cassazione l’imputato richiama invece l’attenzione sull’elemento, mai dedotto in precedenza, del valore dei beni sottratti e, in particolare, del fatto che la borsa non conteneva denaro contante.
“Il motivo così formulato è per un verso inedito e per altro verso generico anche alla luce della natura dei beni sottratti”, si legge nelle motivazioni della suprema corte, che ha dichiarato inammissibile il ricorso, sottolineando come la corte d’appello, nella specie, abbia valorizzato i precedenti penali dell’imputato.
“Una motivazione immune da vizi logici, insindacabile in questa sede”, la conclusione.
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