Viterbo – Un’aula del tribunale
Viterbo – (sil.co.) – Non versa il mantenimento alla figlia da un decennio, è stato condannato a 8 mesi di reclusione e a una multa di 3mila euro con sospensione della pena. Ma dovrà anche versare una provvisionale di 7200 euro alla ex, la quale potrà ricorrere in sede civile per un più cospicuo risarcimento. L’accusa aveva chiesto che l’imputato, nel frattempo sospeso dalla potestà genitoriale dal tribunale per i minori, venisse condannato a 6 mesi di reclusione e 600 euro di multa.
Lo sfogo: “Lei mi disse ‘scordati la bambina’. Aspetto che mia figli diventi abbastanza grande da poter decidere lei se vorrà ascoltarmi”.
Dopo diverse assoluzioni, tra cui una dall’accusa di violenza sessuale aggravata su minore, e tanti processi scaturiti dalle innumerevoli denunce della ex, lunedì è arrivata la condanna da parte del giudice Elisabetta Massini per un uomo originario del litorale, noto al tribunale per la burrascosa fine di una relazione iniziata nel 2004 e chiusa nel 2006, poco dopo la nascita di una bambina che oggi ha 17 anni.
L’avvocato di parte civile Marco Valerio Mazzatosta
Secondo la ex, le avrebbe promesso di versarle 500 euro al mese. Cifra mai quantificata dal giudice e che l’imputato nega di avere mai concordato.
“Finita la relazione sono cominciate le denunce. Lei mi disse ‘scordati la bambina’ e infatti da allora l’ho vista solo tre volte, aveva tre anni e mezzo, davanti alle assistenti sociali, e ogni volta la mia ex mi ha denunciato. La quarta non l’ha portata proprio”, ha detto l’imputato, lasciandosi andare a un lungo sfogo prima della sentenza.
Il difensore Fausto Barili – parlando di “15 anni di autentica persecuzione giudiziaria”, “donna accecata dall’odio, dal disprezzo, dal desiderio di demolire l’imputato” – ha prodotto diverse sentenze, tra cui l’assoluzione dall’accusa di violenza sessuale su minore, dopo che la ex, parte civile con l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, lo ha accusato di avere abusato della figlia maggiore avuta da una precedente relazione.
Il difensore Fausto Barili
“Sono stato assolto, ma intanto il tribunale per i minori mi ha revocato la potestà genitoriale e io, dopo la sentenza, non avevo più soldi da spendere per avviare l’iter per riottenerla”, ha sottolineato.
“Aspetto che mia figli diventi abbastanza grande da poter decidere lei se vorrà ascoltarmi”, ha detto, spiegando di essersi rassegnato alla rottura dei rapporti, dovuta alle continue denunce da parte della ex.
“Sono terrorizzato. I soldi che avrei voluto spendere per mia figlia, li ho dovuti spendere per difendermi dalle sue accuse. Mi ha fatto perfino un sequestro preventivo sulla moto, che è l’unico bene che possiedo e che grazie a lei è soggetta a fermo amministrativo. Se non mi avessero aiutato i miei genitori e la mia compagna, quando ho avuto problemi di lavoro, non so come avrei fatto ad andare avanti”, ha proseguito.
Fatto sta che lui stesso ha ammesso di avere omesso di pagare gli alimenti alla figlia, motivo per cui dovrà risarcire la madre a favore della quale, intanto, è stata disposta una provvisionale di 7200 euro.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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