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Tribunale - Intestato a un morto e su una banca nel frattempo chiusa - Un anno per truffa - Senza attenuanti né sospensione condizionale della pena

Assegno “superfarlocco” per la motozappa della fiera, condannato vivaista

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Viterbo – (sil.co.) – Vivaista di Civita Castellana compra una fresa e una motozappa alla fiera di Tarquinia e paga con un assegno di una banca che non c’è più intestato a uno morto. Condannato a un anno per truffa senza attenuanti, non potrà neanche beneficiare della sospensione condizionale della pena. Vittima un commerciante umbro di Montefalco, in provincia di Perugia.


Carabinieri

Carabinieri


Una fiera da dimenticare quella del primo maggio 2019 per uno degli espositori della popolare mostra-mercato delle macchine agricole di Tarquinia. 

Vittima un commerciante umbro, titolare di un’attività di vendita e riparazione di macchine agricole, un 57enne di Montefalco, in provincia di Perugia, venuto apposta sul litorale della Tuscia per partecipare alla manifestazione.

Al suo stand il vivaista di Civita Castellana, finito a processo per truffa davanti al giudice Elisabetta Massini, difeso dall’avvocato Alberto Parroccini.

L’imputato avrebbe comprato dall’espositore umbro, senza mai pagarli, una fresa e una motozappa consegnati la sera stessa a domicilio dalla vittima, pattuendo un prezzo di 3.550 euro, in cambio di un assegno farlocco di una  banca nel frattempo chiusa e intestato a una persona da anni morta.

“La sera stessa, quando è finita la fiera – ha spiegato ieri al giudice la vittima – sono passato col camion da Civita Castellana, consegnando la merce presso il vivaio di cui l’acquirente mi aveva fornito il biglietto da visita, il cui cartello era esposto ben visibile anche sulla strada e dove c’erano le serre. Gli ho fatto la bolla di consegna e la fattura di vendita e lui mi ha fatto l’assegno”.

“Era già firmato, ma non ho badato alla corrispondenza della firma. Non avevo motivo per dubitare. Poi mi ha chiesto di scrivere io l’importo, perché lui era senza occhiali, ma non ci ho trovato niente di strano. Quando sono andato a versare l’assegno, l’impiegato mi ha detto che Banca Antonveneta non esisteva più e che l’intestatario per giunta era una persona morta da anni, per cui impossibile da protestare”, ha proseguito il 57enne, che il successivo 23 luglio, non riuscendo a recuperare né i 3550 euro, né i macchinari si è deciso a sporgere denuncia ai carabinieri.

“Con un amico, che mi ha fatto da testimone, perché il giorno della consegna ero da solo, sono tornato a cercarlo al vivaio, dove mi ha detto di avere venduto fresa e motozappa, impegnandosi a farmi al più presto un bonifico che non è mai arrivato. Io mi ero anche detto disponibile a riprendere indietro la fresa a la motozappa, anche se usati, pur di chiudere la vicenda senza finire in tribunale, ma non c’è stato verso”.

Successivamente la motozappa è stata ritrovata dai carabinieri presso colui cui era stata venduta, il quale, saputo che era provento di un reato, l’avrebbe portata personalmente presso la caserma dei carabinieri di Civita Castellana perché venisse riconsegnata al legittimo proprietario.

“Della fresa, che era il pezzo di maggior valore, invece, non è stata trovata traccia”, ha concluso il commerciante di Montefalco.

L’accusa ha chiesto una condanna a 8 mesi di reclusione e 800 euro di multa. Il giudice Massini, motivando contestualmente la sentenza, ha condannato l’imputato a un anno di carcere, “senza sospensione della pena né la concessione di attenuanti, per via dei plurimi precedenti penali” del vivaista civitonico.

“Il raggiro appare del tutto evidente – ha sottolineato il giudice – l’imputato ha carpito la buona fede della parte offesa e lo ha anche indotto a compilare lui l’assegno, non restituendogli i beni e approfittando di una persona di particolare ingenuità”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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8 aprile, 2022

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